Nuova inchiesta di Giulia Innocenzi per “Report” negli allevamenti intensivi italiani colpiti dall’influenza aviaria. Branda (Università Campus Biomedico di Roma): “Il Covid19 dovrebbe farci da lezione”.
Anatre agonizzanti per terra, prese a calci e uccise a bastonate. Queste alcune delle immagini dell’inchiesta “Febbre alta” della giornalista Giulia Innocenzi per “Report”. Domenica 1° febbraio 2026, a Goito, in provincia di Mantova, in Lombardia, le telecamere della trasmissione televisiva di Rai 3 entrano in un allevamento intensivo colpito dall’influenza aviaria. Necessario, in casi simili, l’abbattimento degli animali – tutti – per contenere il focolaio del virus H5N1. Nonostante l’utilizzo del gas, però, almeno 400 uccelli non muoiono. Proprio per questo alcuni operai della struttura radunano i volatili sopravvissuti, seppur storditi, in un recinto per ucciderli meglio. Le immagini raccolte da “Food For Profit” mostrano, però, comportamenti inaccettabili con anatre lanciate in aria, afferrate per il collo e colpite con bastoni. Un modus operandi che potrebbe configurare il reato di maltrattamento di animali.
“Simili metodi di abbattimento non sono consentiti, perché provocano dolori alle anatre“, dichiara il medico veterinario e consulente tecnico di polizia giudiziaria, Dario Buffoli.
Clip raccolte in un’industria zootecnica vicino a Padova, in Veneto, documentano, invece, galline vive accanto alle sorelle morte in avanzato stato di decomposizione. Decine di carcasse, anziché essere smaltite correttamente, stazionano all’interno dell’allevamento intensivo dotato di un sistema di areazione sporco. Presenti, inoltre, uova con feci e sangue.
“Queste ultime non possono essere vendute. La sporcizia potrebbe fare passare salmonella e patogeni al loro interno“, spiega il medico veterinario e consulente tecnico di polizia giudiziaria, Dario Buffoli.
Tutte condizioni igienico-sanitarie precarie che, oggi più che mai, potrebbero contribuire alla diffusione dell’influenza aviaria. Ma esistono soluzioni per contenere il virus H5N1?
“Fondamentale avere una sorveglianza proattiva. Non dobbiamo aspettare la tempesta, ma imparare a prevenirla. Per la lotta all’influenza aviaria, il caso del Covid19 dovrebbe farci da lezione“, sostiene a TeleAmbiente il ricercatore di Statistica Medica ed Epidemiologia Molecolare dell’Università Campus Biomedico di Roma, Francesco Branda.


