Olimpiadi Milano Cortina, la protesta di Greenpeace “Fuori dai giochi le aziende inquinanti”

Olimpiadi Milano Cortina, la protesta di Greenpeace: “Fuori dai giochi le aziende inquinanti”

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Cinque Cerchi Olimpici che colano petrolio in piazza Duomo, a Milano, e lo slogan “Fuori dai giochi le aziende inquinanti”: Greenpeace Italia denuncia la presenza di Eni tra gli sponsor delle Olimpiadi Milano Cortina 2026.

Protesta degli ambientalisti a Milano contro la presenza di Eni tra i principali sponsor dei Giochi Olimpici Milano Cortina 2026.

Le attiviste e gli attivisti di Greenpeace Italia hanno posizionato un’installazione raffigurante i cinque Cerchi Olimpici che colano petrolio e la scritta “Sponsored by Eni” in piazza Duomo a Milano, dove nella serata di giovedì 5 febbraio è atteso l’arrivo della fiamma olimpica.

Lo slogan “Fuori dai giochi le aziende inquinanti” sugli striscioni esposti dagli attivisti riassume il motivo della protesta: secondo l’associazione ambientalista, il colosso del petrolio e del gas Eni non dovrebbe essere tra gli sponsor dei Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 perché le emissioni dell’azienda minacciano la sopravvivenza della stagione invernale e dei Giochi stessi.

“È assurdo che fra i principali partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina figurino aziende che, con le loro emissioni fuori controllo, rischiano di far scomparire il ghiaccio e la neve da cui dipendono le Olimpiadi Invernali”, dichiara Federico Spadini della campagna Clima di Greenpeace Italia. “Eni è fra i principali responsabili al mondo della crisi climatica e non è accettabile che le sue operazioni di greenwashing inquinino i valori olimpici del rispetto per le persone e l’ambiente. Chiediamo al Comitato Olimpico Internazionale di interrompere tutte le sponsorizzazioni e partnership con le aziende del gas e del petrolio, a partire da Eni, per salvaguardare i Giochi Olimpici presenti e futuri”.

Secondo le stime, le emissioni di Eni per il solo 2024 (pari a 395 Mt CO₂eq) a livello globale potrebbero fondere 6,2 miliardi di tonnellate di ghiaccio glaciale, corrispondente a oltre la metà del volume (58%) dei ghiacciai alpini italiani.

Oltre a diffondere un video in cui le competizioni sportive vengono interrotte da un’onda di petrolio, travolgendo gli atleti e coprendo i cerchi simbolo delle Olimpiadi, Greenpeace Italia ha anche sollecitato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) attraverso una lettera aperta, chiedendo di rinunciare alle sponsorizzazioni delle aziende dei combustibili fossili, come ha già fatto con quelle del tabacco a partire dalle Olimpiadi del 1988.

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