Greenpeace denuncia il greenwashing di Eni ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026: “Chiediamo al CIO di interrompere tutte le sponsorizzazioni con le aziende del gas e petrolio”.
Greenpeace Italia ha scelto un video di denuncia per accendere i riflettori sui Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 e sulle responsabilità ambientali delle aziende inquinanti come il colosso di petrolio e gas Eni, fra gli sponsor principali dell’evento sportivo.
Nel video diffuso dall’associazione ambientalista, realizzato da Studio Birthplace, le competizioni sportive vengono interrotte da un’onda di petrolio. Il liquido nero invade le piste, travolge gli atleti e cola sui cerchi simbolo dei Giochi Olimpici.
Gli sport invernali hanno bisogno di neve, non di aziende inquinanti.
Eni, il colosso italiano del petrolio e del gas, sponsorizza le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali di Milano Cortina per ripulirsi l’immagine e nascondere la distruzione causata dalle sue emissioni.
Chi… pic.twitter.com/F9CVc45Z6P
— Greenpeace Italia (@Greenpeace_ITA) February 3, 2026
Secondo Greenpeace Italia, la sensibilità di Eni nei confronti di clima e sport sarebbe soltanto greenwashing. Infatti, nel lungo termine è stato stimato che le emissioni del colosso petrolifero per il solo 2024 (pari a 395 Mt CO₂eq) a livello globale potrebbero fondere 6,2 miliardi di tonnellate di ghiaccio glaciale, che corrisponderebbero a oltre la metà (58%) del volume dei ghiacciai alpini italiani.
Eni investe grandi risorse economiche in sponsorizzazioni, come con la nazionale di calcio italiana e Sanremo. Nel 2024, per ogni euro investito nella divisione “verde” Plenitude, il colosso dell’energia ha investito 7,7 euro nel settore petrolifero e del gas.
“La crisi climatica causata dai combustibili fossili sta già mettendo a rischio la stagione invernale e gli stessi Giochi. Fino a pochi giorni fa, Cortina ha rischiato di accogliere gli atleti e le atlete di tutto il mondo su montagne senza neve”, ha dichiarato Federico Spadini della campagna Clima di Greenpeace Italia.
“È assurdo che fra i principali partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina figurino aziende che, con le loro emissioni fuori controllo, rischiano di far scomparire il ghiaccio e la neve da cui dipendono le Olimpiadi Invernali. Chiediamo al Comitato Olimpico Internazionale di interrompere tutte le sponsorizzazioni e partnership con le aziende del gas e del petrolio, a partire da Eni, per salvaguardare i Giochi Olimpici presenti e futuri”, ha concluso Spadini.
Per sottolineare l’incoerenza di Eni, l’associazione ha chiesto al Comitato Olimpico Internazionale (CIO), tramite una lettera aperta, di rinunciare alle sponsorizzazioni delle aziende del petrolio e del gas e tenere fede ai valori olimpici del rispetto per le persone e l’ambiente. Lo stesso CIO, nel 2024, ha commissionato uno studio secondo cui entro il 2080 più della metà delle località adatte a ospitare i Giochi Olimpici Invernali non potrà più farlo a causa del riscaldamento globale. Un problema alimentato anche dalle aziende dei combustibili fossili.
La richiesta di Greenpeace fa leva sul potere di influenza del Comitato Olimpico Internazionale, che in passato lo ha già sfruttato per vietare la pubblicità del tabacco alle Olimpiadi invernali del 1988.
Eni ha risposto all’associazione ambientalista con una lettera sullo studio citato da Greenpeace relativo al potenziale impatto delle emissioni di Eni sul ghiaccio glaciale, chiarendo che “Greenpeace giunge – tramite un esercizio improprio e strumentale – a
imputare ad Eni una “responsabilità” diretta per una perdita di massa glaciale globale”. Il colosso di petrolio e gas, nella parte finale, aggiunge “Respingiamo, in ogni caso, qualsiasi rapporto che utilizzi basi scientifiche per giungere in modo metodologicamente scorretto ad attribuzioni di responsabilità che non hanno alcun fondamento scientifico o giuridico”.


