Ennesimo rinvio nel processo per l’omicidio di Angelo Vassallo: la quarta udienza preliminare, prevista per il 30 gennaio scorso, è stata rinviata al prossimo 27 marzo. Ecco perché.
Ennesimo rinvio nel processo per l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica (Salerno) ucciso il 5 settembre 2010: la quarta udienza preliminare è stata infatti rinviata di quasi due mesi, e fissata al prossimo 27 marzo presso la Cittadella Giudiziaria di Salerno, per la sostituzione dell’avvocato difensore di uno degli indagati, Lazzaro Cioffi, ai sensi dell’articolo 108 del codice di procedura penale. Una notizia che ha scatenato la rabbia e l’amarezza dei fratelli di Angelo Vassallo, Dario e Massimo, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore.
Il timore è infatti che gli strumenti previsti dalla legge possano consentire agli indagati e ai loro difensori di rinviare ancora le tappe del procedimento, anche fino all’estate inoltrata, prima dell’eventuale rinvio a giudizio.
“Se continuerà così, forse arriverò alla pensione… Oggi si è parlato dell’articolo 108 perché è cambiato l’avvocato, l’altra volta c’era di mezzo l’ortopedico, la prossima volta ci sarà l’oculista? La domanda che si fanno tutti i cittadini, e non solo il fratello della vittima, è sempre questa: ma tutti questi carabinieri, giudici, avvocati, uscieri, personale dei Tribunali, chi li paga?” – l’amaro commento di Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore – “Il Tribunale amministrativo del Lazio ha annullato il provvedimento di sospensione per il colonnello Cagnazzo, ma hanno letto le diecimila pagine? Penso di no, in quelle pagine ci sono tutte le vergogne italiane. Il processo non è contro Cagnazzo, è contro uno Stato che non ha tutelato un sindaco che è stato ucciso e oggi vediamo un altro rinvio. Non ce l’abbiamo con Cagnazzo, ce l’abbiamo con questo sistema che ha impiegato 15 anni per cercare la verità e adesso, di rinvio in rinvio, passeranno altri cinque anni prima di arrivare a qualche cose“.
“Non cerchiamo scorciatoie, ma non possiamo accettare che il diritto di difesa diventi uno strumento per rinviare indefinitamente un processo così importante. Ogni volta emergono nuove manfrine: sostituzioni dell’ultimo minuto, cavilli procedurali, articoli del codice richiamati in modo strumentale” – ha ribadito Dario Vassallo – “Qui non si sta processando una persona: si sta processando un sistema che per quindici anni non ha protetto un sindaco onesto e oggi rischia di farlo morire una seconda volta. L’imputazione è chiara e grave: concorso in omicidio con metodo mafioso. Angelo Vassallo è stato ucciso. Tutto il resto sono alibi e distrazioni che rischiano di distogliere il Paese dal cuore del processo“.
“Sono loro a doversi preoccupare, sono loro ad essere imputati. Il capo di imputazione è concorso in omicidio con il metodo mafioso, non depistaggio. Hanno ucciso un sindaco e l’imputazione è quella, non depistaggio” – ha aggiunto il presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore – “Avete letto le carte o no? L’accusa principale è l’omicidio, mio fratello è stato ucciso, non è stato un depistaggio di qualcuno. E se c’è stato depistaggio, ad averlo commesso è chi quel giorno era sul luogo del delitto. E adesso? Una volta l’ortopedico, una volta l’articolo 108, poi ci sarà l’oculista, poi ci sarà un’altra sostituzione di avvocato…“.
“Dopo quindici anni di attesa per l’avvio del processo, l’udienza preliminare iniziata mesi fa non riesce ancora a concludersi. Ogni rinvio è un’umiliazione per la nostra famiglia e un insulto ai cittadini che credono nello Stato di diritto. È una sofferenza che si rinnova ogni volta. Non è solo una questione privata: è la credibilità dello Stato e della giustizia che è in gioco” – ha invece dichiarato Massimo Vassallo – “Ogni rinvio, ogni cavillo procedurale, ogni manfrina tra difensori è solo una prova del tempo perso, del sistema che cerca di nascondere le proprie responsabilità. Ma noi non ci arrendiamo, perché la verità non può essere ostaggio di chi vuole giocare con il dolore di una famiglia e con l’attesa dei cittadini. Abbiamo piena fiducia nella magistratura, nel lavoro serio del Pubblico Ministero, nonostante tutte le difficoltà, continuano a tutelare la giustizia. Siamo certi che la verità emergerà, e che Angelo Vassallo otterrà finalmente quella giustizia che merita“.


