Peggio di noi solo la Romania, L’Italia è tra le peggiori nazioni in tutta Europa per benessere dei polli commercializzati dalle catene di fast food.
Il Report The Pecking Order realizzato in collaborazione con Essere Animali ,ha analizzato 81 aziende in base alle richieste dell‘European Chicken Commitment (ECC), criteri che hanno come obiettivo di garantire standard più elevati ai polli negli allevamenti tra cui la riduzione delle densità di allevamento, l’utilizzo di razze a più lento accrescimento, la presenza di arricchimenti ambientali e l’uso di metodi di stordimento più rispettosi.
Se in Europa la Francia fa meglio di qualsiasi altro Paese con un punteggio del 42%, seguono Svezia con il 40%, Danimarca con il 37%, Repubblica Ceca con il 23%, Italia e Polonia entrambe al 16%, e Romania all’11%.
In Italia, sottolinea Essere Animali, nessuna delle aziende analizzate ha un impegno pubblico, né comunica progressi significativi sul benessere dei polli. Di conseguenza il nostro Paese rimane ai livelli più bassi della classificazione, come nel 2024. Un chiaro segnale della stagnazione strutturale nel settore della ristorazione italiana.


