Trump sogna il Nobel, ma gli ambientalisti propongono il Premio Attila

Trump sogna il Nobel, ma gli ambientalisti propongono il Premio Attila

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TeleAmbiente propone la candidatura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al Premio Attila. A supportare l’iniziativa Gianfranco Amendola e Alfonso Pecoraro Scanio.


Servizio di Stefano Zago

TeleAmbiente lancia, insieme all’ex pretore d’assalto Gianfranco Amendola e all’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, la candidatura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al premio Attila.

Il riconoscimento satirico e di protesta nasce nel 2004 e viene assegnato da varie associazioni ambientaliste ai potenti della Terra che si distinguono per le loro politiche contro l’ambiente.

Donald Trump si distingue tra tutti per le sue posizioni negazioniste rispetto alla crisi climatica. Dopo l’uscita degli USA dagli Accordi di Parigi e l’abbandono del Trattato sul Clima delle Nazioni Unite, Trump sta proseguendo nella sua lotta “anti ambientalista” a colpi di spugna. Il tycoon ha infatti annunciato la cancellazione anche dell’“Endangerment Finding”, il documento scientifico firmato nel 2009 da Obama che considerava le emissioni di gas serra una minaccia per l’ambiente e la salute pubblica.

“Sono qui per chiedere a voi e a TeleAmbiente di aiutarmi a far uscire una notizia di cui nessuno parla – dichiara Gianfranco AmendolaTrump, l’uomo più potente del mondo e il capo di una delle tre nazioni che inquinano di più insieme a Cina e India, ha deciso di uscire da tutti gli organismi internazionali che tutelano l’ambiente contro i mutamenti climatici e ha deciso che tutto quello che stiamo facendo per combattere il cambiamento climatico è una truffa da cui gli Stati Uniti vogliono uscire perché quello che conta è invece il benessere economico. L’industria americana deve produrre senza limiti ambientali, senza vincoli. Mi sembra una notizia allucinante, perché riguarda tutti noi e ogni giorno vediamo i danni del cambiamento climatico. Mattarella stesso ne ha parlato più volte, la nostra Costituzione, così com’è stata modificata nel 2022, ci obbliga a tutelare l’ambiente contro tutto quello che può far male per il futuro, a livello europeo abbiamo sentenze che ci dicono la stessa cosa. Ciò nonostante sta cambiando tutto e nessuno dice niente. A questo punto è evidente che se gli Stati Uniti prenderanno questa strada, anche l’Europa per adeguarsi dovrà togliere un po’ di vincoli ambientali”.

“Dobbiamo protestare, dobbiamo firmare e fare tutto il possibile per mandare avanti questa cosa. Questo secondo me si può fare dando in modo formale a Trump il premio Attila, che è un premio inventato dagli ambientalisti, soprattutto Legambiente e WWF, contro coloro che disturbano l’ambiente. Trump li batte tutti. Va detto, va fatto e va portato avanti con grande decisione”, conclude Amendola.

“L’iniziativa di TeleAmbiente con Gianfranco Amendola di proporre il Premio Attila a Trump, mi sembra un modo importante, utile e coraggioso di fotografare una situazione che – se non fosse reale – sembrerebbe un film distopico, perché il Presidente degli Stati Uniti è riuscito contemporaneamente a diventare nemico dell’ambiente, della pace, dei diritti, di tutto quello che è inclusione“, dichiara Alfonso Pecoraro Scanio.

“Credo, addirittura, che per lui un Premio Attila possa essere considerato addirittura un onore e che lo esibirebbe con grande soddisfazione, in quanto anche la parola Far West – che per noi significa ‘mancare di regole’ – in una descrizione di certa estremista posizione di un pezzo degli Stati Uniti, per fortuna non tutti, è quasi una cosa positiva, un’opportunità. Non bisogna avere regole, non bisogna avere nessuna legge, se non quella del più forte, e questo è folle”, aggiunge Pecoraro Scanio.

“Quindi, è un’iniziativa coraggiosa e importante, quella di TeleAmbiente e Gianfranco Amendola, in primis perché ricorda una storia dell’ambientalismo del nostro Paese che ha sempre voluto denunciare con fermezza gli eccessi anti-ambientalisti, le cementificazioni, gli inquinamenti, il degrado, l’illegalità e soprattutto bisogna dare all’Europa più coraggio. Il coraggio di essere il continente delle regole, il continente che cerca di rispettare delle valutazioni scientifiche, perché il vero problema è negare l’importanza della crisi climatica”, conclude Pecoraro Scanio.

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