In occasione del World Wildlife Day, in calendario ogni 3 marzo, gli ambientalisti sottolineano l’importanza della difesa della natura sempre più sotto assedio a causa dei crimini commessi dall’uomo.
Elefanti ammazzati per le loro zanne, pangolini sterminati per le loro squame e orchidee recise per i loro colori. Queste alcune delle oltre 4.000 specie animali e vegetali vittime del commercio illegale nel mondo. Un fenomeno che, secondo un documento della United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC) del 2024, rappresenta una vera e propria emergenza.
Non a caso, in occasione del World Wildlife Day, in calendario ogni 3 marzo, attraverso la pubblicazione del report “Crimini di natura. Una minaccia alla biodiversità, al clima e alle comunità”, il WWF sottolinea l’impatto dei reati a danno della flora e della fauna sugli ecosistemi, sull’economia e sulla salute. Sì, perché, in un Globo ormai retto sul principio “One Health”, benessere ambientale, animale e umano sono interconnessi.
Oggi è il #WorldWildlifeDay.
Purtroppo ancora oggi la #fauna mondiale è minacciata dai #crimini di natura. Un fenomeno che coinvolge ben 162 Paesi al mondo, Italia compresa. pic.twitter.com/0ZOyMcJdfQ
— wwfitalia (@WWFitalia) March 3, 2026
Eppure, oggi più che mai, almeno a detta dell’organizzazione non governativa (ONG), il degrado contro esseri viventi con le foglie, i fiori o i rami o con le ali, le pinne o le zampe deriva da attività illegali specializzate, altamente redditizie e profondamente radicate in quasi ogni angolo del mondo. Un vero e proprio business criminale che, secondo dopo secondo, sta compromettendo il futuro del pianeta Terra.
Invertire la rotta diventa, dunque, urgente. Ognuno di noi, inutile dirlo, può fare la propria parte. Non a caso, in Italia, la collaborazione tra cittadini, istituzioni, forze dell’ordine e magistratura sta stoppando, seppur lentamente, un fenomeno odioso.
A ricordare l’importanza del World Wildlife Day lungo lo Stivale è, inoltre, Legambiente con il report “Natura selvatica a rischio 2026. Piante medicinali e aromatiche: preservare la salute, il patrimonio e i mezzi di sussistenza” sulla flora officinale considerata una risorsa biologica ed economica strategica, ma non illimitata.


