Nel cantiere, risultato privo di titoli autorizzativi come l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), venivano effettuate operazioni di manutenzioni di oltre cento imbarcazioni, anche di notevoli dimensioni, e senza precauzioni atte ad evitare contaminazioni del suolo e delle acque con solventi e vernici.
Un cantiere navale, situato nell’area del porto turistico di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, è stato sequestrato dai carabinieri su disposizione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, impegnati a contrastare le cause di inquinamento del fiume Sarno.
Le indagini sono legate a ordinari controlli condotti dai carabinieri e dal personale tecnico di Arpa Campania, che hanno accertato che le attività di rimessaggio del cantiere avvenivano senza titoli autorizzativi, a cominciare dal dispositivo essenziale dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Nel cantiere, inoltre, venivano sottoposte a manutenzione circa 120 barche, alcune anche di notevoli dimensioni, ma senza precauzioni atte ad evitare il contatto con il terreno, e quindi con dispersione di sostanze inquinanti, come solventi e vernici, che confluivano direttamente sia nel suolo che nella fognatura pubblica, fino ad arrivare alle acque del Sarno.
Proprio nei pressi del cantiere navale, che si estende su oltre 60 mila metri quadrati, si trova la foce del fiume Sarno, che in quel punto riversa le proprie acque nel Golfo di Napoli tra i territori comunali di Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Inevitabile, a quel punto, il sequestro del sito, anche nell’ambito del Protocollo di intesa per le attività investigative che mirano a contrastare l’inquinamento del Sarno e dei suoi affluenti, sottoscritto nello scorso dicembre dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore, Torre Annunziata, Napoli e Salerno, da Arpa Campania e da tutti gli organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale. Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità personali nelle violazioni riscontrate finora.


