A Roma, presso la sede di Confagricoltura, si sono tenuti gli Stati Generali della salicoltura marina. Obiettivo principale: lavorare insieme, dalle aziende alle istituzioni, passando per le confederazioni di settore e gli esperti tecnici, per riconoscere questa attività come agricola, e non più industriale.
Una filiera economica importante per l’Italia, quella della salicoltura marina. Lo dimostra la storia, sia quella più recente che quella più antica, e lo dimostrano anche i numeri di un settore che, come altre attività agricole, produce alimenti ed è strettamente connesso alla stagionalità ma anche alla sostenibilità ambientale. Eppure, in Italia la salicoltura marina è ancora riconosciuta come attività industriale e non agricola, ed è proprio questo il nodo fondamentale su cui a Roma, presso la sede di Confagricoltura, si sono tenuti gli Stati Generali della salicoltura marina. Esperti tecnici, docenti universitari, esponenti istituzionali e rappresentanti delle aziende si sono trovati per fare il punto della situazione nel momento in cui si tende ad un importante obiettivo comune.
“Il sale e la coltivazione del sale sono a tutti gli effetti una attività agricola e proprio all’interno del contesto dell’agricoltura vogliamo farli rientrare. Giornate di approfondimento come queste servono appunto per far conoscere un settore importante e fondamentale dell’economia del Paese, perché giornalmente tutti noi consumiamo sale ma nessuno di noi sa che quel sale è ottenuto dalla coltivazione del mare” – ha spiegato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – “Dall’altro lato, vogliamo promuovere un settore economico che ha anche un impatto significativo sull’ambiente e può averlo anche sul turismo, perché visitare le saline è un qualcosa di meraviglioso. Credo che il mix di queste cose vada esaltato. Inoltre, dobbiamo promuovere questo settore all’interno dell’attività, più ampia, dell’agricoltura, proprio perché riteniamo che il settore agricolo sia sempre più fondamentale non solo dell’economia ma anche della politica. In un momento in cui la nostra vita è fortemente condizionata dalla guerra, certamente oggi l’agricoltura può dare stabilità“.
“Il settore della salicoltura è molto importante e riguarda alcune aree del nostro Paese, è un settore molto vicino all’agricoltura ed è molto green, perché utilizza solo il sole, l’acqua e il vento e da questo punto di vista è pienamente sostenibile. È molto vicino al settore agricolo, perché anche questa attività dipende dal clima, dalla terra, dal mare: la vicinanza con il settore agricolo è quindi assolutamente certa. Stiamo cercando di portare la salicoltura all’interno del settore agricolo, come è già accaduto in Francia, quindi c’è un precedente importante a livello di Unione europea” – il punto di Roberto Caponi, direttore generale di Confagricoltura – “Confidiamo che anche in Italia si possa ottenere lo stesso risultato, che darebbe sicuramente risposte importanti anche dal punto di vista dell’occupazione e dal punto di vista climatico. Comunque parliamo di un elemento che mangiamo, come il sale, quindi è comunque un prodotto alimentare e questo, secondo noi, giustifica la necessità di inquadrarli nel settore agricolo“.
“La mia presenza serve anche a sottolineare l’importanza di questo evento e ringrazio Confagricoltura di questa opportunità, perché il comparto delle saline, del sale naturale e del sale marino è estremamente importante e caratterizzante per la nostra nazione. Inoltre, individua dei luoghi estremamente importanti anche dal punto di vista naturalistico e del turismo, quindi è estremamente importante fare un focus su questo settore” – ha spiegato Patrizio La Pietra, sottosegretario di Stato presso il Ministero della Sovranità alimentare, dell’Agricoltura e delle Foreste (MASAF) – “Adesso siamo al lavoro su un decreto, il Coltiva Italia, in cui c’è un articolo che riguarda la sovranità alimentare e verificheremo, con un successivo decreto ministeriale, su quali filiere poter intervenire. È chiaro che il riconoscimento delle saline, dalla parte industriale a quella agricola, potrebbe essere sicuramente un passo avanti. Come governo ci stiamo lavorando, non voglio fare annunci e poi non poterli realizzare, ma da qui a fine anno credo che potremo ottenere un risultato in questa direzione“.


