AltraPsicologia ha raccolto online 25 mila firme per chiedere l’introduzione nei programmi scolastici dell’educazione sessuo-affettiva. La consegna in Senato ad un gruppo di parlamentari di opposizione: “Il ddl Valditara va esattamente nella direzione opposta”.
Ben 25 mila firme, raccolte online, per chiedere l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva a scuola, e consegnate in Senato ad un gruppo di parlamentari di opposizione. Questa l’iniziativa di AltraPsicologia, l’associazione che da tempo chiede a gran voce una misura necessaria e non più rimandabile, nonostante la contrarietà del governo che ha presentato il ddl Valditara che sarà discusso a breve proprio a Palazzo Madama e che va nella direzione opposta.
“Il passo indietro, nella formulazione attuale del disegno di legge, laddove venga approvato, è piuttosto evidente. Siamo in un momento di fortissimo vuoto educativo, che rischia di venire inserito addirittura all’interno di una cornice normativa. In questo momento, il rischio è di svuotare la scuola del suo significato di primo pilastro educante insieme ai genitori” – ha spiegato Marta Giuliani, segretaria nazionale di AltraPsicologia – “Stiamo assistendo quasi ad una gara a chi sia il responsabile educativo dei ragazzi, piuttosto che alla costruzione di un’alleanza educativa tra quelli che sono i vari adulti di riferimento dei nostri giovani: la famiglia, la scuola, i professionisti“.
“L’obiettivo reale, perché i programmi funzionino e la prevenzione sia realmente attiva, e perché i ragazzi possano assumere atteggiamenti e valori in linea con gli ideali della nostra società, ovvero quelli del rispetto, dell’uguaglianza e dell’inclusione, è quello di far dialogare gli adulti e non metterli in contrapposizione l’uno contro l’altro” – ha proseguito Marta Giuliani – “Dobbiamo dare ai ragazzi una idea univoca, piuttosto che spostare la responsabilità educativa, e quindi la scelta sul loro futuro, sulla loro libertà e sulla loro educazione, su un unico pilastro che a volte, lo sappiamo purtroppo per quella che è la sfaccettatura della realtà italiana, non corrisponde a un unico livello di famiglia. Le famiglie sono variegate, sono diverse e non possiamo prescindere dal fatto che purtroppo, in alcuni contesti familiari, nasce il disagio dei nostri ragazzi“.
“Ventincinquemila firme sono 25 mila storie, sono 25 mila soggetti: sono professionisti sanitari, insegnanti, ragazzi, genitori, zii o nonni, sono cittadini e cittadine che hanno a cuore e che, nella loro professionalità, magari intervengono nel sistema educativo a livello diverso” – ha aggiunto la segretaria nazionale di AltraPsicologia – “Le azioni che abbiamo portato avanti in questi mesi, come AltraPsicologia, relativamente al disegno di legge, ci hanno fatto capire come la rete di tutte le realtà italiane (dalle realtà sociale a quelle scientifiche, passando per quelle politiche e istituzionali) debba dialogare, perché ognuna di queste realtà porta un valore differente nella lettura e nella costruzione di un progetto futuro“.
“Se noi rimettiamo di nuovo, finalmente, al centro i ragazzi e le ragazze e il loro benessere, che deve essere il nostro focus e obiettivo principale, allora forse cominceremo ad ascoltarli e sarà più facile dare delle risposte” – ha concluso Marta Giuliani – “Le loro domande sono molto chiare: nove ragazzi su dieci vogliono parlare di questi temi a scuola“.
“L’educazione sessuo-affettiva è un diritto ed è una questione molto importante, che non può essere privata ma deve essere una questione pubblica. Sappiamo benissimo che momento sta attraversando la nostra società e vediamo che il governo della repressione continua a dimostrarsi tale” – il commento di Ilaria Cucchi, senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra – “La decisione sull’educazione sessuo-affettiva non può essere delegata ai genitori, anche perché dobbiamo considerare che molto spesso le violenze nascono proprio in ambito familiare. Iniziative come quella di oggi sono importanti perché sul tema c’è davvero poca informazione e, anzi, molta disinformazione“.
“Siamo abituati, con questa maggioranza, ai passi indietro, ma qui c’è in gioco il futuro del nostro Paese, perché davvero i ragazzini e le ragazzine nelle nostre scuole stanno soffrendo un clima e un contesto sempre più degradato. Bisognerebbe intervenire in maniera coraggiosa, come già sarebbe stato necessario decenni fa, purtroppo si sta perdendo oggi un’occasione preziosissima di introdurre l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole a partire dai primissimi anni. Speriamo di poter recuperare presto andando al governo” – ha spiegato Alessandra Maiorino, senatrice del Movimento 5 Stelle – “Il ddl Valditara paradossalmente lascia fuori proprio quelle realtà più fragili, maggiormente prive di strumenti, quelle famiglie che non sono preparate ad accogliere un tipo simile di educazione e potrebbero vietare ai propri figli e alle proprie figlie di partecipare. E comunque inizia troppo tardi, perché il cervello umano inizia il proprio sviluppo molto prima e quindi, naturalmente con degli esperti e delle esperte, sarebbe il caso di intervenire fin dalla scuola primaria. Cosa che, invece, questo disegno di legge non prevede perché siamo di fronte a una maggioranza ostaggio delle proprie ossessioni e della propria propaganda“.
“La destra fa sempre lo stesso errore: ha un’ideologia molto forte, incentrata sull’idea che la soluzione al disagio giovanile sia l’aumento delle pene e l’istituzione di nuovi reati. Una strategia totalmente fallimentare e lo vediamo ogni giorno, perché i casi di disagio, espressi anche in maniera molto violenta, arrivando fino agli accoltellamenti, sono sempre più numerosi. Alla fine, dobbiamo registrare che persino sull’educazione sessuo-affettiva, la destra percorre la stessa strada: quella di permettere alle famiglie di vietare la partecipazione ai propri figli” – il commento di Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra – “È un atteggiamento oscurantista, che viola tutto il sapere scientifico costruito e maturato in più di 20 anni di sperimentazioni nelle scuole, ed è soprattutto un danno per i ragazzi e le ragazze a cui questi percorsi verranno negati. In più, si sono ancheintimorite le scuole, che hanno un po’ smesso di fare ciò che hanno fatto per decenni. Il risultato è una catastrofe, anche dal punto di vista della prevenzione della violenza maschile contro le donne. Se non educhiamo i nostri giovani alla libertà e alla responsabilità, avremo sempre maggiori problemi“.
“La raccolta firme è molto importante, tra l’altro proposta da una associazione come AltraPsicologia, composta da persone competenti che vanno nelle scuole a fare educazione sessuo-affettiva, che conoscono la realtà delle scuole e i problemi dei ragazzi e delle ragazze. Le 25 mila firme ci dicono, come già sapevamo da altre inchieste, che c’è una domanda della società e anche delle famiglie per l’educazione sessuo-affettiva. Siamo di fronte ad un governo che non solo non vuole approvare una legge su questo, ma fa una legge che sostanzialmente mette i bastoni tra le ruote all’educazione sessuo-affettiva: quella del consenso preventivo e informato delle famiglie, promosso da Valditara” – ha spiegato Cecilia D’Elia, senatrice del Partito democratico – “Una legge che definirei oscurantista, e che declina male il rapporto tra scuola e famiglia. Le famiglie sono dentro il patto educativo, qui invece creiamo una relazione speciale e una esasperazione della conflittualità. Le famiglie addirittura devono vedere il materiale didattico, come se avessero competenza su questo, e diventano così dei censori del lavoro degli insegnanti. E trovo che questo sia molto grave“.


