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Decreto Bollette, centrali a carbone prolungate al 2038

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Alcuni emendamenti al Dl Bollette consentiranno di prolungare l’utilizzo delle centrali a carbone, in riserva fredda, fino a tutto il 2038. Gli impianti avrebbero dovuto essere definitivamente dismessi alla fine dello scorso anno. Intanto, l’Arera ha disapplicato l’articolo 9, relativo alle misure urgenti per calmierare il prezzo del gas per le imprese.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di garantire la sicurezza energetica e contrastare i rincari dell’energia, ma intanto il Decreto Bollette, approvato con voto di fiducia dalla Camera e in procinto di passare in Senato, ha dato l’ok per prolungare l’utilizzo delle centrali a carbone, che avrebbero dovuto essere dismesse alla fine del 2025, fino al 31 dicembre 2038. Decisivi gli emendamenti presentati dalla Lega e da Azione, che faranno sicuramente felice Gilberto Pichetto Fratin.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, infatti, già alcuni mesi fa aveva spiegato di valutare concretamente l’ipotesi di mantenere le due centrali di Brindisi e Civitavecchia, di proprietà di Enel, in riserva fredda. Di fatto, quegli impianti restano aperti e operativi, anche se non producono energia, con la possibilità di ricorrere alla produzione energetica in caso di riduzione delle scorte di gas evitando di importare maggiori quantità di metano, che nelle ultime settimane, complice anche la delicata situazione geopolitica, ha subito forti rincari.

La necessità di garantire la sicurezza energetica diventa quindi l’occasione di prolungare il ricorso ad una fonte fossile e tecnologicamente obsoleta, dal momento che le centrali a carbone hanno lunghi tempi di riattivazione, non coprono i picchi immediati e hanno costi elevati. Il tutto, nonostante il parere contrario di Enel, proprietaria degli impianti, che al posto della centrale di Brindisi avrebbe voluto installare sistemi di accumulo a batteria, in grado di garantire al tempo stesso scorte più ampie e più rapide da immettere nelle reti di distribuzione in caso di emergenza.

Intanto, è appena emerso che Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ha disapplicato l’articolo 9 del Decreto Bollette, quello che introduceva misure urgenti per abbattere il costo del gas per le imprese. Il motivo è che le misure previste configurerebbero un aiuto di Stato non notificato alla Commissione europea.

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