I primi sequestri alla fine di ottobre, nell’ambito della maxi indagine su una complessa e ingente truffa ai danni di circa seimila risparmiatori italiani. Le indagini sono andate avanti ed ora è scattato il nuovo sequestro: si tratta di uno dei più ingenti di sempre, per quanto riguarda le criptovalute, mai avvenuti in Italia.
L’equivalente di quasi 6,5 milioni di euro, in criptovalute, è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza di Bologna, su disposizione della Procura, nell’ambito della maxi operazione relativa all’ingente truffa del fotovoltaico su cui inquirenti e investigatori stanno lavorando da diversi mesi. Si tratta di uno dei più rilevanti sequestri di moneta virtuale mai avvenuti in Italia, e giunge alcuni mesi dopo che le Fiamme Gialle e la Polizia di Stato avevano già congelato 95 conti correnti e sequestrato dispositivi elettronici, beni di lusso, lingotti d’oro e due ville in provincia di Rimini, per un valore complessivo di poco meno di due milioni di euro.
I responsabili della truffa, che gestivano il portale Voltaiko, avevano coinvolto in un complesso ‘schema Ponzi’ circa seimila risparmiatori su tutto il territorio italiano, promettendo enormi guadagni da investimenti (vincolati per tre anni) non nel fotovoltaico domestico, bensì in impianti fotovoltaici installati all’estero, ma in realtà inesistenti. Per non rendere tracciabili le somme sottratte, anche a scopo di riciclaggio, quei fondi sarebbero stati trasferiti su piattaforme di scambio e convertiti in criptovalute. Grazie all’attivazione di EuroJust, le autorità italiane hanno collaborato con quelle francesi nel corso delle indagini, potendo così più agevolmente bloccare i portafogli digitali.
Le indagini, a causa della diffusione della truffa su tutto il territorio italiano, hanno interessato, oltre alla provincia di Bologna, anche quelle di Rimini, Modena, Milano, Varese, Arezzo, Frosinone, Teramo, Pescara e Ragusa. Indagini che proseguiranno anche dopo questo nuovo sequestro, sia per definire chiaramente le accuse a carico dei responsabili e le loro identità, sia perché si stima che il volume di investimenti sia stato di ben 80 milioni di euro.


