Dal macello al santuario: la storia dell'agnellina Anna salvata da Essere Animali

Dal macello al santuario: la storia dell’agnellina Anna salvata da Essere Animali

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Nuova vita per l’agnellina Anna salvata da un camion diretto verso i macelli durante la settimana di Pasqua. d’Angelo (Vitadacani): “Ora sta ritrovando fiducia verso l’essere umano”.

Una corsa sull’erba, una carezza sul musetto e un pisolino sotto l’albero. Questa la nuova vita dell’agnellina Anna salvata da un camion diretto verso i macelli durante la settimana di Pasqua 2026. Dopo essere stata recuperata lungo le strade del Lazio, la cucciola è stata trasferita nel santuario “Porcikomodi” gestito da Vitadacani vicino a Milano, in Lombardia. Fondamentale il contributo di Essere Animali da sei anni in prima linea per denunciare l’orrore subìto dal bestiame destinato all’industria zootecnica.

Questa è l’agnellina Anna. Difficile darle un’età esatta, sicuramente meno di due mesi, perché, quando è arrivata, era molto defedata, quasi pelle e ossa, con una serie di criticità, incluso un problema neurologico. Per due giorni questa cucciola ha smesso di vedere, è diventata completamente cieca e ha avuto delle crisi epilettiche. Gli esami medico-veterinari effettuati, oltre a essere sballati, hanno confermato una serie di carenze dovute probabilmente alla cattiva alimentazione e, soprattutto, a una non cura nella gestione dello svezzamento. Adesso, però, piano piano questa piccola sta riprendendo le forze, sta mettendo su peso e, cosa importante, sta ritrovando fiducia verso l’essere umano“, ha sottolineato la Presidente di Vitadacani, Sara d’Angelo.

 

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Per l’agnellina Anna, dunque, il peggio sembrerebbe essere passato. Necessaria, però, secondo gli ambientalisti, una revisione della normativa sul trasporto dei cuccioli separati dalle mamme per essere destinati alla produzione alimentare.

Etologicamente questo fenomeno è molto traumatico, perché, oltre a essere allontanati dalla genitrice, i piccoli si trovano nei camion per ore e ore. A bordo di simili mezzi di trasporto, inutile sottolinearlo, la loro vita è terrificante. Questi veicoli, tra l’altro, non sono adatti per il loro spostamento. Non a caso, durante le nostre investigazioni, troviamo giovani agnelli o, peggio, agnelli non svezzati ammassati, schiacciati e incastrati nelle partizioni degli autocarri. Assente, inoltre, ogni genere di comfort con sistemi di beveraggio non adeguati. Di conseguenza, i cuccioli non si idratano per oltre 30 ore. Il problema principale, però, resta il trasporto di animali vivi. Un fenomeno non più sostenibile, perché, e lo dimostra la realtà dei fatti, non siamo in grado di portare avanti una simile attività molto impattante anche a livello ambientale“, ha dichiarato a “Sulla Via della Natura”, rubrica di “A Tutto Mondo”, in onda ogni martedì, alle 21:00, su TeleAmbiente, Chiara Caprio, Responsabile Relazioni Istituzionali di Essere Animali.

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