Overshoot Day, dal 3 maggio l'Italia è in debito con la Terra

Overshoot Day, dal 3 maggio l’Italia è in debito con la Terra

Tabella dei Contenuti

Overshoot Day Italia, la data simbolica che segna quanto siamo in debito di risorse verso la Terra. Se il mondo vivesse come gli italiani, nel 2026 avremmo “esaurito” il Pianeta il 3 maggio.  

Il 3 maggio è stato l’Overshoot Day italiano. Secondo il Global Footprint Network l’Italia ha già esaurito le risorse naturali che il Pianeta è in grado di rigenerare in un anno.

In poco più di quattro mesi siamo entrati in debito con la Terra, in una fase di sovrasfruttamento di energia, acqua e materie prime.

Un deficit invisibile ma concreto, che contribuisce all’impoverimento ambientale, alla perdita di biodiversità e all’accumulo di rifiuti.

Rispetto allo scorso anno, la data dell’Overshoot si è anticipata di 3 giorni. Un segnale politico, economico e culturale che sottolinea come, nonostante la crescente consapevolezza per le tematiche ambientali, la nostra impronta ecologica stia continuando a peggiorare.

A determinare questo squilibrio sono modelli di produzione e consumo ancora troppo intensivi, con sprechi e una domanda che spesso supera i reali bisogni. Secondo gli esperti, se tutti vivessero come noi italiani, sarebbero necessari quasi tre Pianeti Terra per sostenere la domanda annuale di risorse.

Questa data simbolica ci ricorda che il problema non è fare tutto, ma farlo meglio, riducendo gli sprechi, acquistando con maggiore consapevolezza dando valore a ciò che serve davvero.

Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia, ha ricordato l’importanza dell’Overshoot Day e le azioni necessarie per invertire la rotta: “Il 3 maggio è una data simbolica, ma molto concreta. Significa che se tutta l’umanità vivesse come noi italiani, avremmo esaurito le risorse disponibili in un anno e inizieremmo in debito con il Pianeta, consumando più risorse di quante il Pianeta riesca a rigenerare. Non è un indicatore solo ambientale ma è il riflesso di un modello economico e sociale che negli ultimi decenni ha visto un aumento dei consumi, della mobilità, della pressione sugli ecosistemi”.

La traiettoria è sicuramente sbagliata ma non è irreversibile. Se vogliamo spostare in avanti la data – ha aggiunto Alessi – dobbiamo investire nelle energie rinnovabili, ridurre gli sprechi, ripensare la mobilità, cambiare la dieta. Si tratta di una sfida collettiva che riguarda imprese, istituzioni, cittadini. Perché il benessere futuro dipende dalle scelte che facciamo oggi”. 

Pubblicità
Articoli Correlati