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Terra dei Fuochi, incendio di rifiuti in sito bonificato: un arresto

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Un 60enne italiano, residente nell’area vesuviana, è stato arrestato per aver lanciato un ordigno incendiario con lo scopo di dare fuoco a una ventina di sacchi di rifiuti. Denunciate, invece, tre persone, che nei giorni precedenti avevano abbandonato quei rifiuti, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio e in un’area che era stata recentemente bonificata. 

Tre uomini denunciati per l’abbandono di rifiuti e uno arrestato per l’incendio, volontario e deliberato, di venti sacchi di rifiuti di vario genere in un’area già bonificata della Terra dei Fuochi, e nello specifico, nel territorio del Parco Nazionale del Vesuvio.

Alcune telecamere installate nella zona hanno infatti permesso di scoprire che, tra il 30 aprile e il 5 maggio scorsi, tre uomini italiani, tutti residenti nell’area vesuviana e di età compresa tra i 35 e i 70 anni, utilizzando un’auto avevano scaricato una ventina di grossi sacchi, contenti rifiuti anche in plastica e rifiuti urbani. I tre sono stati denunciati per abbandono di rifiuti ai sensi degli articoli 255 e 256 del Testo Unico Ambientale.

Il tempestivo intervento dei Carabinieri Forestali del Reparto Parco Nazionale del Vesuvio e del Nucleo Parco di Boscoreale è stato possibile grazie ai controlli straordinari previsti dal Decreto Legge Terra dei Fuochi approvato nell’agosto dello scorso anno. Allo stesso modo, è stato possibile anche arrestare, in flagranza differita, un 60enne italiano che nella giornata di lunedì 11 maggio, intorno alle 18, aveva lanciato dalla propria auto un ordigno incendiario per dare fuoco a quei cumuli di rifiuti. Identificato e raggiunto entro le 48 ore successive, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di combustione illecita di rifiuti, prevista dall’articolo 256 bis del Testo Unico Ambientale.

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