In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Transizione energetica, il GSE accelera sulle CER; 2) Bandiere Verdi 2026, Legambiente premia le Alpi; 3) Da Intesa Sanpaolo il 30% del nuovo credito per ambiente e sociale; 4) Transizione ecologica e inclusione: il modello delle imprese italiane
In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Transizione energetica, il GSE accelera sulle CER: Semplificazione e nuove regole per rendere le Comunità energetiche rinnovabili uno strumento sempre più appetibile per il Paese: ne ha parlato Vinicio Vigilante, Amministratore Delegato del GSE-Gestore dei Servizi Energetici.
2) Bandiere Verdi 2026, Legambiente premia le Alpi: Nel 2026 sono 19 le Bandiere Verdi assegnate da Legambiente lungo l’arco alpino, un riconoscimento che premia le comunità montane impegnate nella sostenibilità e nella cura del territorio. Le premiazioni si sono svolte a Rovereto, durante il decimo Summit nazionale, che ha raccontato una nuova idea di montagna: più attenta all’ambiente, alle relazioni sociali e alle economie locali. In testa alla classifica delle regioni premiate c’è il Friuli-Venezia Giulia, seguito da Trentino-Alto Adige, Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Veneto. Le esperienze premiate spaziano da progetti di rigenerazione dei borghi a iniziative di tutela degli ecosistemi, fino a percorsi di turismo dolce e inclusione sociale, che trasformano le aree montane in laboratori di innovazione. Accanto alle Bandiere Verdi, Legambiente ha assegnato anche 7 Bandiere Nere, che segnalano interventi considerati non sostenibili nella gestione della montagna. Nel corso del Summit è stato presentato anche uno studio sul “Valore Aggiunto Comunitario”, che evidenzia il ruolo centrale delle comunità locali e del volontariato nella costruzione di valore sociale, economico e ambientale. Per Legambiente, il futuro delle Alpi passa da un equilibrio tra tutela dell’ambiente, coesione sociale e sviluppo dei territori.
3) Da Intesa Sanpaolo il 30% del nuovo credito per ambiente e sociale: Intesa Sanpaolo rafforza il supporto ai progetti di sostenibilità di imprese e famiglie destinando il 30% delle nuove erogazioni a medio-lungo termine al credito sostenibile, oltre 110 miliardi di euro nell’arco dei quattro anni del Piano presentato a febbraio dal Consigliere Delegato e CEO Carlo Messina. Di queste, circa 87 miliardi sono destinati alla transizione green e circa 25 miliardi a crediti con impatto sociale. Nel Piano il Gruppo ha inoltre confermato gli impegni di decarbonizzazione in linea con l’obiettivo Net-Zero al 2050, attraverso il rafforzamento dei target al 2030 relativi a emissioni finanziate, asset management, assicurazioni ed emissioni proprie.
4) Transizione ecologica e inclusione: il modello delle imprese italiane: Energia pulita prodotta dai tetti delle case popolari, orti solidali che favoriscono l’inclusione sociale ed ecosistemi rigenerati per rendere i territori più resilienti. È questa la fotografia di un nuovo modello di Responsabilità Sociale d’Impresa che si sta affermando in Italia. A raccontarlo è il convegno “Connessioni sostenibili”, dove sono stati presentati i risultati delle campagne nazionali promosse da Legambiente e AzzeroCO2: EnergyPOP, Ortofrutteto Solidale Diffuso e Mosaico Verde. In sette anni, grazie al sostegno di oltre 60 aziende e 200 partner, sono stati realizzati 293 progetti tra energia, inclusione e tutela ambientale. Al centro di questo modello ci sono tre pilastri: innovazione, rigenerazione e cooperazione. Sul fronte energetico, il fotovoltaico viene utilizzato per ridurre le disuguaglianze: con la campagna EnergyPOP sono stati installati impianti su edifici pubblici e realtà sociali, portando energia pulita a oltre 150 famiglie e riducendo anche le emissioni di CO₂. Sul piano ambientale, la rigenerazione degli ecosistemi è affidata a Mosaico Verde, con centinaia di migliaia di alberi piantati, decine di ettari recuperati e interventi che vanno dalle aree urbane alla tutela delle specie fino agli ecosistemi marini. Infine, la cooperazione, con gli orti solidali diffusi che coinvolgono cooperative sociali e percorsi di inclusione lavorativa per persone fragili, detenuti e comunità locali. Un modello che integra ambiente e sociale, con l’obiettivo di trasformare la sostenibilità in un’azione concreta e condivisa per il futuro dei territori.


