A Brescia, in Lombardia, il progetto “Mani Im-Pasto” della pizzeria “San Ciro” e della cooperativa sociale “Fraternità Giovani” per aiutare otto ragazzi tra i 12 e i 18 anni con difficoltà psico-emotive.
Regalare un’opportunità ai ragazzi con fragilità psico-emotive, attraverso la preparazione di una pizza. Questo l’obiettivo del progetto “Mani Im-Pasto” ideato a Brescia, in Lombardia, dalla pizzeria “San Ciro” e dalla cooperativa sociale “Fraternità Giovani”. Otto adolescenti tra i 12 e i 18 anni si cimentano tra farina, passata di pomodoro e mozzarella per ritrovare fiducia in sé stessi. Un vero e proprio percorso terapeutico-riabilitativo per riuscire a superare a poco a poco le difficoltà quotidiane.
“L’iniziativa è nata dall’idea di un amico, Matteo Pasetti, collaboratore della cooperativa sociale “Fraternità Giovani”. Mentre stavo facendo un lavoro con i ragazzi del carcere di Canton Mombello, ho proposto di organizzare qualcosa per gli adolescenti della sua realtà. Gli incontri con la comunità hanno dato esito positivo e il progetto “Mani Im-pasto” è partito“, dichiara a TeleAmbiente lo chef e titolare della pizzeria “San Ciro”, Ciro Di Maio.
Ma cosa imparano i ragazzi durante le lezioni di “pizzaterapia”?
“Insegniamo i segreti della lievitazione, la lavorazione e la cottura dell’impasto, e l’utilizzo dei latticini e del pomodoro“, spiega il ristoratore.
Al termine degli incontri, i giovani, oltre ad avere appreso i segreti per una buona pizza, sanno ascoltare di più, rispettare le regole, collaborare meglio e assumersi piccole ma importanti responsabilità. Sullo sfondo resta il cibo, meglio se Made in Italy, simbolo di cultura, storia e tradizione.


