Un progetto nazionale che punta su diagnosi precoci, un ruolo centrale del medico di famiglia, formazione continua per i professionisti santiari e una cittadinanza consapevole e informata. A idearlo è stata la SIMG (Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie), che lo ha anche presentato alla Camera dei deputati.
Si chiama Ampio Respiro ed è un progetto nazionale, lanciato dalla Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), in collaborazione con altri enti e associazioni tra cui Cittadinanzattiva, che punta a favorire percorsi personalizzati per le malattie respiratorie. Diagnosi precoci, un ruolo centrale del medico di famiglia, formazione per i professionisti sanitari e informazioni per i pazienti, oltre ad una rete tra medici, cittadini e istituzioni, sono tutti capisaldi del progetto, presentato alla Camera dei deputati grazie all’onorevole Luciano Ciocchetti, presidente dell’Intergruppo parlamentare One Health.
Il progetto assume una certa importanza, se si considera che le malattie respiratorie, anche croniche, sono in costante aumento anche se le diagnosi spesso sono tardive e i casi sono senza dubbio sottostimati. Un problema di salute pubblica dovuto a stili di vita scorretti, ma anche all’inquinamento ambientale, in primis atmosferico.
“È del tutto evidente che le malattie respiratorie sono in aumento, in seguito all’invecchiamento della popolazione e in seguito ovviamente all’inquinamento ambientale, oltre che per gli stili di vita, l’abitudine tabagica, ecc. Intercettare per tempo queste patologie, quindi diagnosticarle prima e di più, significa fare un investimento sulla salute di queste persone. Perché è dimostrato che tanto più si anticipa la diagnosi di una malattia respiratoria e si iniziano un trattamento terapeutico e un intervento sugli stili di vita, la persona avrà una vita in salute più lunga rispetto a chi arriva più tardi. Quindi meno complicazioni, meno ospedalizzazioni, meno scompensi. E questo è già molto importante” – ha spiegato Alessandro Rossi, presidente della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) – “Ci teniamo a sottolineare anche che questo è un progetto che richiama molto la sostenibilità, quindi la qualità ambientale non solo con una azione generale di denuncia rispetto a questo, ma anche intervenendo sugli stili di vita e soprattutto sull’abitudine tabagica. Occorre riflettere anche sull’uso appropriato e cauto degli antibiotici, perché l’antimicrobico-resistenza è un altro fattore ambientale molto importante, e infine sull’utilizzo appropriato dei device il cui ritorno in termini di inquinamento e di emissioni di CO2 è importante. Questi sono i tre elementi importanti che richiamano alla sostenibilità di questo progetto“.
“Abbiamo bisogno di sostenere con forza le iniziative delle società scientifiche, delle associazioni dei pazienti e di associazioni come Cittadinanzattiva. Oltretutto, questa iniziativa interviene soprattutto su pazienti con patologie croniche e sulla popolazione più anziana del nostro Paese. Noi, grazie a Dio, viviamo di più rispetto ad altri Paesi, e quindi abbiamo questa presenza importante di malattie respiratorie, collegate anche ad altre patologie cardiocircolatorie, tumori dei polmoni o BPCO. Quindi, con una situazione di organizzazione che punti intanto ad intercettarle il prima possibile, e quindi fare in modo che i medici di medicina generale, come oggi propone la SIMG, siano pronti, preparati e formati per poter intercettare e curare rapidamente, utilizzando tutte le risorse farmacologiche e anche i presidi come l’ossigeno, le vaccinazioni e altri interventi possibili” – ha spiegato Luciano Ciocchetti, deputato di Fratelli d’Italia e presidente dell’Intergruppo parlamentare One Health – “L’obiettivo è tenere il più possibile il paziente a casa, cercare di curarlo nelle migliori condizioni possibili, il prima possibile e prendendolo in carico facendolo seguire non solo dallo specialista, ma soprattutto dal medico di medicina generale. Noi siamo assolutamente aperti e stiamo lavorando per questa riorganizzazione della sanità territoriale con le case di comunità che vedranno al centro proprio i medici di medicina generale e gli specialisti sumaisti. Quindi, un lavoro importante di organizzazione, che colleghi ospedali e territorio, il domicilio del paziente con il servizio sanitario nazionale. Questa è la scommessa e iniziative come queste, che parlano soprattutto di formazione continua dei medici, vanno assolutamente sostenute e valorizzate“.


