Il progetto pilota è partito da Ottati, piccolo Comune nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Monti Alburni. Nuovi progetti saranno avviati sempre in Campania, in Basilicata e in Calabria.
Droni, satelliti e altre tecnologie digitali per contrastare gli incendi nella loro fase iniziale, ma anche per prevenire il dissesto idrogeologico. Si chiama Silva Lab ed è un progetto di laboratori forestali naturali, che usa le più moderne tecnologie digitali e che partirà dal Cilento, nel territorio comunale di Ottati, per poi estendersi in altre zone del Sud, sempre in Campania ma anche in Basilicata e Calabria.
I dati vengono acquisiti sia sul posto che da remoto, per poi essere analizzati e integrati in modo da poter svolgere valutazioni rigorose della qualità e della quantità di tutte le varie risorse forestali, compresi i servizi ecosistemici come lo stoccaggio naturale di carbonio. Il progetto pilota appena partito nel Cilento vede la collaborazione della Società Aerospaziale Mediterranea, della startup innovativa Earth Sensing, della Regione Campania e di altri enti regionali e comunali, tra cui l’Ente Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Monti Alburni.
L’obiettivo non è solo quello di proteggere, ma anche di valorizzare, anche dal punto di vista economico-finanziario, le risorse naturali delle Regioni del Sud. Sono ancora in una fase progettuale preliminare, ma vedranno la luce nel corso dei prossimi mesi, altri sei laboratori forestali naturali: due in Campania, due in Basilicata e due in Calabria. Dalle aree interne della Campania, quindi, sta per partire una iniziativa che consentirà di gestire e salvaguardare meglio le risorse forestali del Sud, oltre a studiare il rischio idrogeologico che affligge la stragrande maggioranza dei Comuni italiani.
“Siamo una società consortile composta da dodici imprese che sviluppano attività soprattutto nel settore dell’osservazione della Terra, sia da satellite che da piattaforme aeree e da droni. Il progetto riguarda la possibilità, in questo laboratorio naturale che ci circonda, di valutare, misurare e quindi dare valore alle risorse forestali. La superficie forestale, in Campania, copre oltre il 36% del territorio e quindi parliamo di un asset molto importante per l’economia della Regione” – ha spiegato Luigi Iavarone, presidente della Società Aerospaziale Mediterranea – “Questo patrimonio però è poco e male utilizzato, quindi il progetto ha l’obiettivo di dare valore a questa risorsa, sia sotto il profilo della risorsa-legno propriamente detta, ma anche e soprattutto riguardo ai crediti di carbonio e alla prevenzione degli incendi“.
“La nostra è una startup innovativa, nata circa un anno e mezzo fa, ed ha proprio nell’oggetto sociale lo sviluppo di applicazioni basate sulle tecnologie satellitari, relativamente all’analisi del patrimonio forestale e in ambito agro-forestale, quindi anche agricolo. In particolare, siamo focalizzati sul discorso relativo alla valutazione dell’assorbimento di carbonio e di conseguenza alla successiva commercializzazione dei crediti” – il punto di Renato Aurigemma, consigliere della Earth Sensing Srl – “Partiamo da analisi basate quasi esclusivamente da dati satellitari, che ci forniscono una serie di informazioni utili sia per le valutazioni qualitative delle specie arboree che per fenomeni come gli incendi boschivi. Per noi l’aspetto più importante è comunque la valutazione dell’assorbimento del carbonio“.
“Il Parco sostiene e sosterrà questa importantissima iniziativa per la valorizzazione della nostra risorsa boschiva, che è un patrimonio di biodiversità da tutelare e soprattutto da valorizzare, mettere a reddito per diversi temi. Non solo l’aspetto legno in quanto tale, ma anche biodiversità, turismo e anche i crediti di carbonio, una tematica molto attuale” – ha spiegato Domenico D’Amato, consigliere dell’Ente Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Monti Alburni – “Il Parco è disponibile a farsi carico di questa iniziativa e di replicarla in altri territori comunali del Parco che presentano la stessa vocazione di Ottati. Il sindaco ha fatto da apripista rispetto a una iniziativa che può essere replicata e trasferita in altre zone“.
“Questo esperimento che parte da Ottati dà sicuramente lustro al territorio e ringraziamo il sindaco e la sua Amministrazione che hanno scelto di portare questa opportunità, oltre a chi l’ha ideato e realizzato. Sicuramente è qualcosa di replicabile in altri Comuni, nel Parco del Cilento come nel resto della Campania, come ha spiegato anche l’assessore regionale al Turismo e Digitale, Vincenzo Maraio. Da questo progetto nasce tutta una attività di monitoraggio e controllo del patrimonio boschivo, che copre quasi il 40% della superficie territoriale della Campania” – il punto di Filippo Ferraro, vicepresidente della Comunità Montana dei Monti Alburni – “Tutto questo va messo a sistema e fatto crescere, anche per sensibilizzare le giovani generazioni, da bambini e ragazzi nelle scuole fino al mondo accademico, e le famiglie, le comunità, con lo scopo di far capire l’importanza dell’ambiente ma anche le opportunità che può offrire a tutte le comunità di queste aree interne“.
“I droni si sono rivelati sicuramente una tecnologia molto interessante, in combinazione con tecnologie satellitari e di terra, per fornire tutta una serie di servizi di monitoraggio e sorveglianza del territorio, compresa la prevenzione del rischio di incendi boschivi” – ha spiegato Alberto Mennella, innovation manager di TopView – “In questa sperimentazione abbiamo utilizzato un drone autonomo, in grado di effettuare tutta una serie di operazioni pianificate e di rilevare, attraverso un sensore ottico-termico, anche principi di incendio in ambito forestale“.


