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Rinnovabili, non solo energia ma anche democrazia e pace

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Il professor Giorgio Parisi (Premio Nobel per la Fisica nel 2021) e Francesco Starace (già ad di Enel) i protagonisti di un convegno organizzato da Allenza Verdi e Sinistra: accelerare sulle rinnovabili è essenziale per l’autonomia energetica e per il contrasto alla crisi climatica, ma non solo.

Le rinnovabili non sono solo un’occasione da non perdere sul fronte dell’energia e della decarbonizzazione, ma hanno anche una valenza molteplice: quella di garantire la pace e la democrazia. Lo dimostrano chiaramente gli avvenimenti degli scorsi mesi e anni: i combustibili fossili, da cui siamo ancora troppo dipendenti, non solo contribuiscono ad aggravare la crisi climatica, ma sono spesso beni importati a caro prezzo da veri e propri regimi che molto spesso non garantiscono il rispetto dei diritti umani nei propri territori e sono spesso responsabili di guerre e instabilità geopolitiche.

Dal punto di vista tecnico, poi, occorre accelerare sullo sviluppo degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico, ma non solo. Anche per questo, Alleanza Verdi e Sinistra ha organizzato un incontro con due personalità assolute: il professor Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica 2021, e Francesco Starace, già amministratore delegato di Enel. Entrambi sono concordi che il futuro dell’Italia non può prescindere dall’accelerazione, a cominciare dagli iter autorizzativi, sulle rinnovabili.

Oggi il Premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, insieme a Francesco Starace, ex amministratore delegato di Enel, una delle più grandi società elettriche italiane, hanno convenuto con noi che il futuro sta nelle rinnovabili, per abbassare il costo dell’energia e per dare un contributo notevole ed importante contro la crisi climatica” – ha spiegato Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra – “Quella stessa crisi climatica che questa destra non vuole vedere e non vuole affrontare, una crisi climatica che sta producendo effetti disastrosi e negativi non solo sull’economia, ma anche sulla salute dei cittadini“.

Oggi discutiamo di politiche energetiche con un grande manager come Starace, ex ad di Enel, e con Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica. Discutiamo di nucleare, del perché è una scelta sbagliata e antieconomica, ma vogliamo discutere di questo perché vogliamo discutere di quello che sta accadendo intorno a noi” – le dichiarazioni di Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra – “Siamo da settimane in una enorme bolla di calore, che non è un’eccezione o un ciclo come dice Salvini, né il clima caraibico a cui dovremmo abituarci come dice incredibilmente Ignazio La Russa. È il frutto di una crisi climatica devastante, che è a sua volta il frutto di scelte politiche precise e la politica di questo deve discutere. Perché o la politica ne discute, mettendo in campo strategie di contrasto oltre che di adattamento alla crisi climatica, oppure ne verremo tutti travolti“.

Il nucleare mi pare un progetto obsoleto, perché il futuro dell’Italia, specialmente tenuto conto delle sue condizioni geografiche, è nel solare. E non ha senso che Paesi del Nord Europa, come la Germania, puntino sul solare, e noi che abbiamo molto più sole della Germania, puntiamo sul nucleare. Poi, bisogna evitare di concentrarsi troppo sull’energia elettrica, che è circa un quarto dell’energia totale consumata in Italia. Una quantità tale di energia viene consumata per riscaldare le case, e tagliare i consumi e il riscaldamento delle case con cappotti e strumenti simili sarebbe molto più utile che costruire centrali nucleari” – il punto del professor Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica nel 2021 – “Possiamo andare avanti con quello che abbiamo, senza costruire niente. Il nucleare costa molto caro. Il problema della crisi climatica è che nel futuro non saremo a queste stesse temperature, più andremo avanti e più saliranno. Teniamo conto che se in media, nel mondo, la temperatura sale di 1°C, in Italia sale di 2°C. E gli eventi estremi diventeranno sempre più frequenti, con situazioni del genere che prima non c’erano e ora sono pericolose. Certo, uno si può abituare ma può anche andare al camposanto prima di abituarsi. Il negazionismo politico produce dei danni perché non ci si rende conto che il problema è serissimo e che passare alle energie rinnovabili è qualcosa che ci migliora la vita e non la peggiora. Perché se noi riuscissimo per esempio a sostituire il trasporto privato con un trasporto pubblico efficiente, consumeremmo estremamente meno in petrolio e benzina, tutto sarebbe facilmente realizzabile con l’energia elettrica e ognuno di noi vivrebbe meglio“.

È bene studiare il nucleare, il Piano del governo dice che dobbiamo approfondire e capire. Come si fa a dire di no a una cosa del genere? Per un Piano energetico nazionale servirebbe semplicemente permettere agli italiani di fare ciò che con fatica stanno facendo, ma farlo più velocemente. Quindi mettere giù tra i 15 e i 20 mila Megawatt di rinnovabili per i prossimi quattro-cinque anni e risolveremmo abbastanza facilmente il problema. Le criticità principali attualmente in Italia sono i percorsi autorizzativi, non solo in Italia ma anche in altri Paesi” – ha spiegato Francesco Starace, già ad di Enel – “Ci sono studi che fanno vedere che il confronto tra i sussidi ai combustibili fossili e i non sussidi o i sussidi residui alle fonti alternative sono squilibrati. Non si parla solo di sussidi, ma anche di fiscalità, si tratta quindi di riequilibrare il problema da questo punto di vista. Cosa che alcuni Paesi hanno fatto, con benefici per il sistema energetico, senza impatto sulle entrate fiscali, quindi è fattibile ma chiaramente si tratta di mediare tra interessi diversi. Cosa non semplice, ma tutto sommato è ciò che la politica dovrebbe fare“.

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