Dai centri storici alle aree interne: in Italia cambia il modo di viaggiare e scoprire i luoghi. La ricerca condotta da Formules con GetYourGuide fotografa l’evoluzione del turismo esperienziale e delle piattaforme digitali.
La mappa del turismo esperienziale si allarga e ai luoghi simbolo delle grandi città si aggiungono i piccoli comuni, con una domanda distribuita anche nei mesi dell’anno tradizionalmente meno frequentati.
È la fotografia scattata dalla ricerca “Ampliare gli orizzonti: le piattaforme online e la diversificazione del turismo italiano” curata da Formules e basata sui dati della piattaforma online del settore turistico GetYourGuide.
I dati, presentati il 9 ottobre all’Ara Pacis nell’ambito della seconda edizione di “Per Un futuro sostenibile del Turismo Capitale”, mostrano un turismo che si spinge sempre più verso le aree interne del nostro Paese.
La ricerca dedica sei casi studio a Roma, Firenze, Venezia, Milano, Napoli e Verona, osservando come siano cambiate nel tempo non solo le destinazioni scelte, ma anche i mesi e il tipo di esperienze prenotate.
Nel 2025, a Roma, le prenotazioni al di fuori della città sono state otto volte quelle del 2021. Anche a Firenze e a Venezia si è verificato lo stesso fenomeno, con prenotazioni più distribuite durante tutto l’anno.
Anche le attività scelte cambiano: i luoghi culturali restano centrali nell’esperienza di viaggio, ai quali però si aggiungono walking tour, cooking class, escursioni in barca e tour giornalieri.
“L’Italia continua a essere una delle destinazioni più desiderate al mondo, ma oggi la sfida non è soltanto far crescere il turismo: è creare le condizioni perché visitatori e opportunità possano distribuirsi meglio tra territori, stagioni ed esperienze”, commenta Francesca De Falco, Country Manager Italia di GetYourGuide.
“I dati ci dicono che i viaggiatori sono pronti a scoprire luoghi meno conosciuti, a vivere le città oltre i percorsi più tradizionali e a viaggiare anche fuori dai momenti di maggiore concentrazione. Rendere queste esperienze visibili e prenotabili significa dare più scelta a chi viaggia e, allo stesso tempo, mettere piccoli operatori e territori italiani davanti a un pubblico internazionale.”
La ricerca propone quindi di andare oltre l’idea del “decongestionamento” delle mete più frequentate adottando la “strategia dell’invito” e suggerendo ai visitatori nuovi luoghi, periodi dell’anno ed esperienze collegando le attrazioni più note con mete meno conosciute.
Tra le priorità indicate ci sono una maggiore collaborazione tra città, istituzioni culturali, organizzazioni di destinazione e piattaforme online, l’uso dei dati nella pianificazione turistica e una maggiore presenza digitale per piccoli operatori e patrimonio culturale diffuso.


