All’incontro organizzato da SIGEA – Società Italiana di Geologia Ambientale, nella Giornata internazionale per la riduzione del rischio da disastri naturali, ha partecipato anche Alfonso Pecoraro Scanio. Il presidente della Fondazione UniVerde, già ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura, ha spiegato: “Abbiamo i mezzi per lavorare sulla prevenzione, ma serve la volontà politica. Basta cultura del cemento e clientelismi, l’inettitudine e l’avidità possono fare danni”.
All’incontro organizzato da SIGEA – Società Italiana di Geologia Ambientale, in occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio da disastri naturali, ha partecipato anche Alfonso Pecoraro Scanio. Già ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura, oggi presidente della Fondazione UniVerde e promotore della Rete Ecodigital, Pecoraro Scanio ha spiegato che le innovazioni tecnologiche potranno davvero aiutare l’Italia ad uscire dalla logica dell’emergenza per abbracciare quella della prevenzione. Molto, se non tutto, dipende però dalla reale volontà – anche politica – di voler affrontare problemi strutturali ma sempre più pressanti, come il dissesto idrogeologico e la crisi del clima.
“L’Italia è un Paese che è modulato molto sull’emergenza e sul momento finale, una last minute country, come ho detto più volte. Questo perché, molte volte, non cogliamo l’elemento della necessità di pianificare. È uno dei grandi temi dell’adattamento al cambiamento climatico, io da ministro lo avevo lanciato in una conferenza nazionale del governo, che doveva ripetersi ogni tre anni e non è mai stata rifatta” – ha spiegato Alfonso Pecoraro Scanio – “È evidente che abbiamo una necessità enorme, per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, per esempio di capire che le normative, le regole, le azioni devono essere preventive perché se continuiamo a costruire nell’alveo di un fiume, sopra o sotto una frana, è evidente che non devi prendertela con Madre Natura perché il tema è l’inadeguatezza della gestione del territorio“.
“È importante innanzitutto avere massima trasparenza sui temi degli investimenti di fronte al cambiamento climatico e sulla lotta al dissesto idrogeologico. Io all’epoca istituii addirittura un Osservatorio, oggi credo che con l’intelligenza artificiale e con altre potenzialità (come i droni e altre tecnologie) potremo avere una costante attenzione al territorio e, attraverso la blockchain, un controllo anche sull’ultimo euro speso” – ha aggiunto il presidente della Fondazione UniVerde – “Quindi, lavoriamo per usare la migliore tecnologia che esiste per avere un sistema trasparente, che eviti i lutti e riduca drasticamente i danni della crisi climatica in atto e del dissesto idrogeologico“.
“L’intelligenza artificiale, i droni, i dati satellitari, la blockchain per controllare come si spendono i soldi: tutto va utilizzato per avere un sistema efficiente, perché l’obiettivo è evitare i lutti e ridurre i danni. Lo possiamo fare, la mia esperienza da ministro è che se uno decide di farlo, si fa” – ha concluso Alfonso Pecoraro Scanio – “Molte volte, ci sono gli interessi di chi vive la cultura del cemento o della clientela becera e si finisce per bloccare tutto per inettitudine oltre che per avidità“.


