Il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, intervenuto a margine dell’evento di SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale): “Non esistono catastrofi, ma solo comportamenti sbagliati da parte nostra. Ci manca una vera cultura della prevenzione a tutti i livelli, la colpa è anche di noi comunicatori che evidentemente non siamo riusciti a far breccia. Difficile prevedere cosa ci riserveranno l’autunno e l’inverno, molto dipenderà dall’oscillazione di El Niño”.
Dalla cultura della prevenzione di fronte alla crisi del clima e al dissesto idrogeologico, fino ai possibili sviluppi climatici dei prossimi mesi, passando per le mancanze di un Paese come l’Italia, l’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini. Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, affronta a 360 gradi la questione del rischio idrogeologico e sismico nel nostro Paese, mettendo a nudo tutti i problemi che rischiano di aggravare delle criticità strutturali.
Intervenuto all’evento di SIGEA – Società Italiana di Geologia Ambientale, organizzato in occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio da disastri naturali, Mario Tozzi non risparmia attacchi a società civile e politica, ma fa anche mea culpa poiché sono ancora troppi gli amministratori politici e i cittadini che vedono con distanza e scetticismo una situazione allarmante e sempre più grave per quanto riguarda la sicurezza dei territori.
“In Italia siamo fatalisti, pensiamo che l’evento naturale si manifesti nella sua forma più violenta per volere o per disvolere degli dèi, o perché il Fato ci è avverso. In realtà, quello dipende solo da noi. Gli eventi naturali sono comuni, il territorio è fatto in un certo modo perché l’Italia è geologicamente giovane ed attiva, c’è una crisi climatica…” – il punto di Mario Tozzi – “Se tu continui a non pianificare, quale potrà essere il risultato? Sarà che avrai un evento catastrofico, ma le catastrofi non esistono, esistono solo dei comportamenti non corretti da parte nostra“.
“Dopo un’estate così calda, ancora non possiamo sapere che autunno e che inverno attenderci. Vediamo come si evolve l’oscillazione di El Niño alla fine dell’anno. Non sappiamo ancora se avremo un autunno terribile o un inverno più caldo, che paradossalmente è anche peggio, poiché impedisce la ricostituzione dei ghiacciai e potrebbe essere un problema” – ha spiegato il geologo e divulgatore scientifico – “Quindi, è presto per saperlo. Non abbiamo la sfera di cristallo, è difficile saperlo ora“.
“Una vera cultura della prevenzione si può fare solo facendo in modo di comprendere finalmente che il rischio va incorporato nell’orizzonte culturale. Se tu vivi in un paese, e sei l’amministratore, vuoi sapere come e dove è costruito quel paese, che rocce si trovano sotto, se è a rischio oppure no?” – ha aggiunto Mario Tozzi – “Questo andrebbe fatto casa per casa, ma anche i cittadini dovrebbero interessarsene. Ti compri una casa, vuoi sapere come è costruita, quando è stata fatta, su che terreno poggia, se ci potrà arrivare un’alluvione o se reggerà ad un sisma? Queste sono case che in un Paese moderno, francamente, dovrebbero essere prassi comune. Ti preoccupi per comprare una macchina usata, pensando se ha le gomme, se ha avuto più di un proprietario, se è stata tenuta in garage, ma per la casa no? È particolarmente paradossale“.
“Se in questo Paese le cose non sono ancora cambiate più di tanto, evidentemente è perché anche noi comunicatori non abbiamo fatto breccia, non siamo riusciti nel nostro intento. Me la prenderei anche con noi stessi, non è semplicemente che il muro di gomma è particolarmente spesso e gli interessi sono grandi e precostituiti” – ha commentato poi Mario Tozzi – “Evidentemente, non abbiamo trovato gli elementi e gli strumenti giusti. Forse è un bene, da queste situazioni si impara sempre ed è chiaro che un risultato concreto, alla fine, non l’abbiamo ottenuto“.


