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Teatro, Saurino e Amnesty International portano in scena “Rotte”

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Il titolo è Rotte anche perché queste vite sono rotte, c’è un gioco di parole molto forte con le rotte dei migranti e le vite dei migranti”, Mauro Lamanna, regista di Rotte.

Torna in scena Rotte, spettacolo tratto da “Il re del Gurugù” di Ferran Joanmiguel Pla interpretato da Gianmarco Saurino, col patrocinio di Amnesty International. L’evento si è tenuto a Roma, sabato 11 dicembre, all’Angelo Mai.

Il testo racconta la quotidianità di chi, dopo avere attraversato parte dell’Africa, aspetta, in Marocco, l’occasione per potere scavalcare i muri che proteggono le due roccaforti spagnole di Ceuta e Melilla e così mettere piede in Europa. Voce narrante è Marley, un cane che vive insieme ai migranti e osserva l’umanità che per mesi o anni attende un futuro che potrebbe non arrivare mai.

Gianmarco Saurino, ha dichiarato a Teleambiente: “In questo caso raccontiamo una delle varie parti precedenti alla rotta del Mediterraneo. Quello che raccontiamo è specificatamente spagnolo, Melilla e Ceuta, due città-stato spagnole in terra africana. L’obiettivo dei migranti è entrare in queste due città proprio per evitare di fare il tratto di Mediterraneo che, oltre a quello che hanno passato, è forse uno dei tratti più pericolosi, in cui molti rimangono vittime di quel pezzo di mare. Lo spettacolo racconta il Gurugù, un monte che affaccia su Melilla, dove la maggior parte dei migranti africani si stabilisce per cercare di aspettare il momento opportuno per gettarsi all’interno di Melilla per poi essere trasportati in Europa.”

Mauro Lamanna, regista di Rotte: Il titolo è Rotte anche perché queste vite sono rotte, c’è un gioco di parole molto forte con le rotte dei migranti e le vite dei migranti, spesso spezzate, di chi non arriva mai a destinazione né riesce a tornare in quel posto terribile che per loro è casa. In Italia non si parla mai di queste disavventure enormi, pensiamo solo, giustamente, alle cose terribili che avvengono nel Mediterraneo, ma esiste anche questa rotta in cui muoiono migliaia di persone che deve essere assolutamente raccontata anche qui.”

Francesca Corbo, Amnesty International Italia: “Amnesty International ha deciso di patrocinare questo spettacolo per due motivi: il primo è perché è messo in scena da un attore che più che un testimonial possiamo definire un vero difensore dei diritti umani, una persona impegnata ogni giorno nel difendere i diritti e poi perché questo spettacolo ha visto la sua prima messa in scena a Lampedusa in occasione dell’anniversario del 3 ottobre del 2013, la data in cui persero la vita 368 donne, uomini e bambini. Amnesty chiede da tempo alle istituzioni di mettere fine al Memorandum d’intesa con la Libia che è stato rinnovato tacitamente per altri tre anni lo scorso novembre, fin quando questo Memorandum sarà in essere l’Italia continuerà a essere complice di violazioni dei diritti umani.

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