Grande soddisfazione tra i cittadini italiani dopo l’ok di ENAC agli animali domestici, anche di grossa taglia, a bordo delle cabine degli aerei. Intrieri (Aeroitalia): “Scelta di civiltà”.
Grande soddisfazione tra i cittadini italiani per il via libera dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) agli animali domestici, anche di grossa taglia, a bordo delle cabine degli aerei. Secondo il documento sottoscritto il 12 maggio 2025, cani e gatti devono essere inseriti all’interno di un trasportino posizionato anche al di sopra dei sedili. Obbligatoria, però, la messa in sicurezza della gabbietta, attraverso le cinture. Il peso complessivo del cucciolo e del trasportino, fino a oggi tra gli otto e i dieci chili, invece, non deve superare il peso complessivo di un uomo adulto in salute. A organizzarsi in vista della rivoluzione pet-friendly è Aeroitalia da sempre contraria al trasporto dei passeggeri a quattro zampe in stiva.
“Una scelta di grande civiltà verso gli animali. Fin dall’inizio, l’azienda ha rifiutato di mettere cani e gatti in stiva, perché, avendo io tra l’altro quattro cuccioli, oltre a conoscerle bene, so quali rischi e quali stress possono comportare per la salute dei nostri amici con la coda“, spiega a Teleambiente lo Chief Executive Officer (CEO) di Aeroitalia, Gaetano Francesco Intrieri.
Ma quanto potrà costare un biglietto per Fido o per Micio a bordo delle cabine degli aerei?
“A deciderlo sarà una strategia della Direzione Commerciale di Aeroitalia. Certamente il costo del ticket per un cane o per un gatto a bordo delle cabine degli aerei non deve essere un aggravio economico per il loro proprietario. In sostanza, un animale di grosse dimensioni, se dovrà occupare un sedile, sarà trattato come un passeggero umano“, sottolinea il numero uno dell’aerolinea italiana.
Intanto, l’azienda impegnata nella gestione della continuità territoriale aerea tra Cagliari e Olbia e Roma Fiumicino e Milano Linate è disponibile ad accettare un’eventuale proroga dell’attuale sistema in attesa del prossimo bando della Regione Autonoma della Sardegna.
“Ormai per Aeroitalia la Sardegna è una colonna fondamentale del network. Oltre a garantire una quarantina di voli al giorno tra l’Isola e la Penisola, diamo lavoro a circa 200 persone. Proprio per questo, lo ripeto, la Sardegna non è, e non sarà mai, un fatto temporale, bensì un fatto stabile. Quindi, sì, daremo la nostra disponibilità alla proroga dell’attuale sistema di continuità territoriale aerea e, quando sarà pronto il nuovo bando, saremo pronti a vederlo, a verificarlo e a prenderlo in grandissima considerazione“, conclude lo Chief Executive Officer (CEO) di Aeroitalia, Gaetano Francesco Intrieri.
Aerei e uccelli: come prevenire il “bird strike”?
Immaginate di salire a bordo di un aereo, di allacciare le cinture e di sognare la vacanza desiderata. Durante il decollo o l’atterraggio, però, il velivolo impatta con un uccello. Un fenomeno ribattezzato “bird strike” che, soprattutto negli ultimi tempi, sembrerebbe essere aumentato. Dopotutto da oltre 100 anni il cielo, che un tempo era popolato soltanto dagli animali ricoperti di piume, accoglie gli esseri umani seppur a bordo di velivoli. Inevitabile, dunque, l’incontro, anzi, lo scontro, tra i due.
Fino a oggi, in tutto il mondo oltre 800 le persone morte e almeno 739 gli aerei andati distrutti a causa del “bird strike”. Ma perché si verifica questo fenomeno? È davvero pericoloso? Quali strategie possono prevenirlo? A rispondere a queste e altre domande nel Magazine di Teleambiente dedicato al “bird strike” sono l’ingegnere Claudio Eminente, Direttore Centrale Programmazione Economica e Sviluppo Infrastrutture dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e Presidente del Comitato Nazionale “Wildlife Strike Committee”, e Fabio Masci, ex pilota dell’Aeronautica Militare e Founder e CEO di “The Edge Company”.


