Oltre il 50% dei nuovi contratti è a canone concordato. I dati del rapporto sul mercato delle locazioni di Confedilizia. Intervista all’avv. Claudia Barina, presidente Confedilizia di Roma.
Le locazioni a canone concordato diventano la forma contrattuale più usata, aumentano i contratti transitori, si affermano nuove esigenze legate alla mobilità lavorativa, agli studenti fuori sede e ai nuovi
modelli familiari. È il quadro che emerge dall’ultimo Rapporto “Roma riparte dalla proprietà immobiliare”, presentato da Confedilizia.
Oltre il 50% dei contratti registrati l’anno scorso rientra, infatti, nelle formule a canone concordato, mentre il tradizionale contratto ordinario di lungo periodo continua a ridurre il proprio peso sul mercato.
“La domanda non è più solo quella della famiglia che cerca una casa per molti anni, è molto più articolata e, di conseguenza, anche il mercato delle locazioni si sta diversificando. – spiega a TeleAmbiente l’avv. Claudia Barina, presidente di Confedilizia Roma – Il rapporto che abbiamo presentato come Confedilizia Roma fotografa questa trasformazione. Il contratto concordato continua a svolgere un ruolo centrale, ma crescono anche le formule transitorie che rispondono ad una società più mobile, esigenze abitative più flessibili, mentre si ridimensiona il contratto libero”.
Al centro dell’analisi del Rapporto anche le criticità che continuano a condizionare il mercato romano: pressione fiscale elevata, tempi della giustizia ancora troppo lunghi nei procedimenti di rilascio degli immobili, rischio di morosità e crescente difficoltà di accesso alla casa per molte famiglie.
“Il comportamento del proprietario è fortemente influenzato dal rischio: non guarda più soltanto al canone di locazione che può ottenere, valuta la fiscalità, il rischio di morosità, la durata del rapporto e, soprattutto, la possibilità di rientrare nella disponibilità di un immobile, magari a seguito di uno sfratto, di una finita locazione. Quindi, se vogliamo aumentare l’offerta di abitazioni in affitto dobbiamo restituire fiducia ai proprietari“, afferma l’avv. Barina.
E aggiunge: “Sul piano fiscale, servono degli incentivi proprietari, come l’azzeramento dell’IMU per chi sceglie i contratti a canone concordato, e contributi al pagamento dei canoni per gli inquilini a basso reddito. Sul piano della giustizia, se un proprietario non riceve il canone e, dopo aver ottenuto un provvedimento di sfratto, deve attendere tempi eccessivamente lunghi per rientrare nella disponibilità dell’immobile, il rischio è che decida di non affittare più, di non mettere più il suo immobile sul mercato. Quindi, una tutela non sufficiente per il proprietario che non protegge il mercato della locazione ma lo restringe“.
“Per questo, come Confedilizia di Roma, riteniamo che la vera sfida sia aumentare l’offerta di immobili, e per farlo occorre rendere la locazione più sicura, fiscalmente sostenibile e giuridicamente prevedibile”, conclude l’avv. Barina.


