La Commissione europea ha pubblicato una relazione con buone pratiche per la progettazione di azioni agroambientali e climatiche (AECA) nell’ottica della PAC post-2027.
Da Bruxelles arrivano suggerimenti per la progettazione di azioni agroambientali e climatiche (AECA) nell’ottica della PAC post-2027.
Istituita nel 1962, la Politica Agricola Comune è un insieme di norme e aiuti finanziari dell’Unione europea a sostegno del reddito degli agricoltori e della produttività agricola, per garantire cibo sicuro e sostenibile.
La Commissione europea ha pubblicato una nuova relazione con le migliori prassi a supporto degli Stati membri nella preparazione dei loro futuri piani PAC. Nel report ci sono raccomandazioni concrete, misure pratiche ed esempi su come progettare interventi efficaci, il tutto basato sui piani strategici 2023-2027.
Il rapporto individua gli aspetti positivi riscontrati nella pratica, evidenzia i buoni esempi degli Stati membri e delinea alcune misure concrete per progettare azioni più efficaci.
Nell’anno di bilancio 2025 dell’UE, circa il 28% del totale dei finanziamenti pubblici nell’ambito della Politica comune di stabilità (PCS) è stato destinato agli eco-schemi e agli impegni agroambientali e climatici (AECC).
Un risultato che conferma il ruolo già significativo dell’agricoltura europea nella tutela dell’ambiente e nell’azione per il clima, mostrando la disponibilità di molti agricoltori ad adottare, se ricompensati per gli sforzi sostenuti e i rischi assunti, pratiche e sistemi più sostenibili.
La sostenibilità, dunque, resta centrale per la PAC anche dopo il 2027, con il 43% della spesa dell’Unione europea prevista nell’ambito dei futuri Piani nazionali e regionali di partenariato (PNR) destinata al raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici.
Per sostenere questo obiettivo, la futura PAC introduce un quadro più semplice per l’azione ambientale e climatica: le azioni agroambientali e climatiche (AECA) come strumento unico, che unificherà gli attuali eco-schemi e gli impegni agroambientali e climatici.
Il rapporto della Commissione europea individua sei fattori chiave per rendere più efficaci le future valutazioni ambientali e di impatto ambientale: pratiche chiare e ben progettate, elevata adesione da parte degli agricoltori, misure che soddisfino le esigenze regionali, ambientali e le singole aziende agricole, approcci che premiano gli esiti misurabili, approcci che consentono interventi a livello paesaggistico, sistemi di monitoraggio che garantiscano credibilità e affidabilità.
L’obiettivo è di semplificare il quadro politico e migliorare l’efficacia del sostegno, passando dalla retribuzione agli incentivi e superando il modello precedente.


