Agricoltura, pesticidi, frutta e verdura, FAO – Agrifood Magazine

Tabella dei Contenuti

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) “Agricoltura sotto attacco”, la Cia si mobilità a difesa della PAC; 2) Pesticidi, appello di Slow Food: divieti Ue valgano anche in Paesi terzi; 3) Frutta e verdura nelle scuole, pubblicato il bando; 4) FAO, cruciale il ruolo dei giovani nei sistemi agroalimentari

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) “Agricoltura sotto attacco”, la Cia si mobilità a difesa della PAC: A difesa della Pac e contro l’ipotesi di un Fondo unico: la Cia-Agricoltori Italiani si mobilita a pochi giorni dalla presentazione della proposta di riforma della Politica agricola comune da parte della Commissione Europea. La Confederazione guidata da Cristiano Fini ha illustrato le proprie ragioni nel corso di una conferenza stampa a Roma dal titolo “Agricoltura sotto attacco. Non arriviamo al Fondo!”

2) Pesticidi, appello di Slow Food: divieti Ue valgano anche in Paesi terzi: Ai prodotti importati nell’Unione Europea, devono essere applicare le stesse normative sui pesticidi in vigore per le produzioni comunitarie. La richiesta arriva da Slow Food, nel suo ultimo dossier dedicato alle filiere di mais e di grano, che tratta il tema delle clausole specchio e dei doppi standard applicati agli alimenti importati da paesi al di fuori dei confini comunitari. Nel documento, viene affrontato il tema dell’utilizzo dei pesticidi, erbicidi e diserbanti, tipologie di sostanze di cui si fa largo uso nelle coltivazioni cerealicole, prevalentemente condotte su larga scala, in monocolture e con modelli convenzionali. Come riporta Slow Food, ogni anno l’Unione europea importa circa 15 milioni di tonnellate di mais, prevalentemente da Ucraina e Brasile, ma anche sa Argentina e Stati Uniti. Le importazioni di grano tenero, in condizioni di normalità, si attestano su circa 8 milioni di tonnellate, per lo più provenienti da Stati Uniti, Canada, Australia, Ucraina e Russia. Per il grano duro, nel 2024, le importazioni all’interno dell’UE hanno superato 1,7 milioni di tonnellate. Ma fuori dai confini dell’Unione, è possibile utilizzare sostanze vietate dai regolamenti comunitari. Paradossalmente – evidenzia il dossier – molte di queste sostanze provengono da paesi europei, dove il loro uso è proibito, ma vengono esportate all’estero e utilizzate su colture, tra cui i cereali, che successivamente vengono importati nell’Ue. Secondo Slow Food, sapere che i cereali importati rispettino i cosiddetti Lmr, ovvero i limiti massimi di residui per i pesticidi nelle colture alimentari e foraggere, non è rassicurante, poiché nella cerealicoltura, infatti, la tipologia di sostanza più impiegata è quella dei diserbanti, utilizzati prevalentemente in fase pre-emergenza, cioè immediatamente prima o durante la semina. Dal momento che questi trattamenti avvengono lontano dalla raccolta, sarà poco probabile che nel prodotto finale si trovino residui significativi. Tuttavia, il problema rimane l’impatto ambientale di tali pratiche.

3) Frutta e verdura nelle scuole, pubblicato il bando: Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha pubblicato il nuovo bando del programma “Frutta e Verdura nelle Scuole” per l’anno scolastico 2025/2026. Il programma, promosso dall’Unione europea, ha l’obiettivo di incentivare lo sviluppo di abitudini alimentari sane tra gli alunni delle scuole primarie, attraverso la distribuzione gratuita di frutta e verdura di qualità e la realizzazione di attività educative rivolte sia agli studenti che alle famiglie. Per l’anno in corso, le risorse disponibili ammontano a 14 milioni.

4) FAO, cruciale il ruolo dei giovani nei sistemi agroalimentari: Con oltre 1,3 miliardi di giovani tra i 15 e i 24 anni nel mondo, il loro ruolo nei sistemi agroalimentari è diventato centrale. A dirlo è l’ultimo rapporto pubblicato dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, intitolato “Lo status dei giovani nei sistemi agroalimentari”, che analizza e sottolinea il ruolo cruciale della gioventù nella trasformazione dei sistemi agroalimentari per migliorare la sicurezza alimentare, la nutrizione e le opportunità economiche. Quasi l’85% di questi giovani vive in paesi a basso o medio reddito, dove l’agricoltura è spesso l’unica fonte di sostentamento. Ma l’inclusione dei giovani in questi sistemi può generare fino a 1.000 miliardi di dollari di crescita economica. A livello globale, il 44% dei giovani dipende dai sistemi agroalimentari, contro il 38% degli adulti, di cui l’82% in sistemi in crisi e il 23% in quelli industriali. I giovani sono la prossima generazione di produttori, innovatori e consumatori. Tuttavia, oltre il 20% non studia e non lavora. Una percentuale che sale tra le giovani donne. Eliminare questa condizione potrebbe aumentare il Pil globale dell’1,4%, pari a 1,5 trilioni di dollari, di cui circa il 45% derivante dai sistemi agroalimentari. E mentre il mondo cambia, i giovani devono affrontare sfide enormi: crisi climatica, scarsità d’acqua, invecchiamento della forza lavoro, aumento della produzione alimentare per una popolazione in crescita e l’urbanizzazione. Per dare potere ai giovani, la FAO propone una ricetta chiara: più formazione, più accesso a terra e credito, più tecnologie e infrastrutture, e soprattutto politiche che diano voce ai giovani nei processi decisionali.

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