L’accordo tra le due associazioni, che raccolgono enti locali e giovani cittadini di tutta Italia, è stato firmato alla Camera dei deputati grazie ad un’iniziativa dell’onorevole Ilenia Malavasi, deputata del Pd.
Dopo le tante polemiche per quanto stabilito dal governo nel Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne, dove si definisce inevitabile il declino di tanti piccoli centri, c’è chi cerca di riorganizzarsi. Tanti piccoli Comuni italiani, oltre alle associazioni dei cittadini dei territori soggetti allo spopolamento, stanno facendo squadra per costruire un futuro anche lontano dalle grandi città, in quei centri dimenticati, se non proprio abbandonati, anche dalla politica. Lo dimostra l’accordo di collaborazione tra l’Associazione Comuni Virtuosi e Give Back Giovani Aree Interne, sottoscritto al termine di una conferenza stampa alla Camera dei deputati.
“Parole dolorose, quelle contenute all’interno dell’obiettivo 4 del Piano Strategico Nazionale Aree Interne da poco ventilato dal governo, per cui si normalizza di fatto il declino perenne delle aree interne, che in realtà insistono in tutto il territorio d’Italia e che riguardano ben il 23% della popolazione nazionale. Aree dove di fatto, nonostante la sua caratteristica marginale rispetto ai centri urbani più popolati, insiste una forte progettazione locale, un forte attaccamento alla comunità, una resilienza che potrebbe consentire di avere una rivincita rispetto ai fattori attuali” – ha spiegato Asia Trambaioli, vicesindaca di Gaiba (Rovigo) e presidente dell’Associazione Comuni Virtuosi – “Come Comuni Virtuosi, siamo una rete che coinvolge 160 comunità, la maggior parte delle quali residente in aree interne, e siamo qui a sostenere il contrario di quanto contenuto nel PSNAI. Quelle aree hanno bisogno di più strumenti di valorizzazione, di rinaturazione e di riqualificazione, e lo facciamo alla Camera dei deputati siglando un accordo con un’altra associazione che si occupa di aree interne, Give Back Giovani. L’obiettivo comune è promuovere progettazione locale, soprattutto servendosi di progetti e fondi come Pnrr, Erasmus+ e altri fondi europei, proprio per far rimanere i territori abili a costruire reti, a tessere relazioni e soprattutto a far rimanere le persone, specialmente i giovani“.
“Give Back è un think tank di giovani delle aree interne, nato nel 2022 in Irpinia ma che oggi ha iscritti da tutta Italia. La nostra mission è quella di portare l’Europa, e in particolare gli strumenti europei come quelli del programma Erasmus, nelle periferie e nelle aree interne italiane. Tra le nostre iniziative ci sono soprattutto progetti Erasmus che realizziamo con cadenza annuale e che sono rivolti a quei giovani che vivono le nostre stesse condizioni: isolamento, distanza dai centri di erogazione dei servizi… Un po’ ciò che ci dice la Strategia Nazionale Aree Interne oggi, con accezione negativa” – il punto di Roberto Sullo, presidente di Give Back Giovani Aree Interne – “Le aree interne vengono descritte come territori in cui non ha più senso investire, il documento del governo rappresenta la resa della politica che si autodelegittima. Noi invece vogliamo dare voce ai giovani, rilanciare le istanza da chi abita i territori, e l’accordo con i Comuni Virtuosi è importante perché non solo indica una strada del lobbying civico, e quindi costituisce un gruppo di pressione, ma fornisce anche agli amministratori e agli stakeholder in generale degli strumenti, delle strategie, delle buone pratiche per immaginare un futuro diverso, a partire dagli ultimi“.
“Il governo getta la spugna ma ovviamente non possono farlo gli enti locali, i primi protagonisti che contrastano la spinta allo spopolamento anche adottando progettazioni innovative. Sappiamo bene quanto le aree interne siano importanti per il nostro Paese: accolgono circa 4.000 Comuni, una popolazione importante e coprono circa il 60% del territorio nazionale. Non possiamo certo lasciar depauperare un patrimonio di relazioni, di servizi, di punti di riferimento importanti che garantiscono la tenuta del territorio, la coesione sociale e una capillarità di servizi strategica nel nostro Paese. Al netto delle scelte del governo, presentiamo un’esperienza virtuosa: si cerca di dare voce ai territori che non si arrendono rispetto allo spopolamento, che cercano di inventare nuove proposte e nuove sinergie, anche costruendo alleanze tra generazioni, tra amministratori e giovani, tra talenti del territorio, per costruire insieme nuovi percorsi formativi, nuove progettazioni, per attrarre finanziamenti e risorse in modo da continuare ad erogare servizi” – ha spiegato l’onorevole Ilenia Malavasi (Pd), che ha organizzato la conferenza stampa alla Camera – “Sappiamo bene che gli enti locali sono stati particolarmente penalizzati dal governo, nelle varie leggi di bilancio ci sono stati tagli sempre più strutturati che vanno a indebolire la loro possibilità di dare risposte ai cittadini. Eppure, i Comuni sono il primo punto di riferimento e in questo caso Comuni Virtuosi e Give Back Giovani si mettono a lavorare insieme per sperimentare come utilizzare i talenti delle giovani generazioni, con giovani amministratori che hanno idee nuove e strumenti innovativi per costruire modelli di sviluppo ambientale sostenibili, anche per le relazioni umane che nei territori fanno la differenza“.


