In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Nuove risorse per il “Bando Agrisolare”; 2) L’olio extravergine traina il turismo del gusto; 3) I raggi gamma per conservare meglio il grano; 4) Prodotti locali, 8 italiani su 10 scelgono qualità e sostenibilità
In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Nuove risorse per il “Bando Agrisolare”: Con 800 milioni di euro aggiuntivi, il nuovo “Bando Agrisolare” rafforza la competitività e la sostenibilità delle imprese del settore primario e della trasformazione agroalimentare. Le aziende potranno presentare i progetti entro il 9 aprile, accedendo a un contributo a fondo perduto fino all’80% per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di stalle, magazzini, cantine e serre, senza sottrarre suolo agricolo alla produzione. La misura “Parco Agrisolare”, finanziata nell’ambito della Commissione europea, ha già portato la dotazione complessiva a 3,15 miliardi di euro. Con oltre 23.000 progetti finanziati, il programma ha quadruplicato il target iniziale. Il nuovo stanziamento potrà sostenere tra 4.000 e 6.000 nuove aziende, contribuendo anche alla rimozione dell’amianto, all’installazione di sistemi di accumulo e al miglioramento dell’efficienza energetica. “Con la dotazione originaria il Pnrr per l’agricoltura poteva contare su 3,6 miliardi di risorse – sottolinea il Ministro Francesco Lollobrigida – oggi sono 8,9 i miliardi a disposizione per diventare sempre più competitivi sui mercati e in grado di investire in qualità”.
2) L’olio extravergine traina il turismo del gusto: L’oleoturismo cresce in Italia e diventa uno dei motori del turismo enogastronomico. Negli ultimi tre anni le esperienze legate all’olio extravergine di oliva sono aumentate di oltre il 37% e oggi 7 italiani su 10 lo considerano un simbolo del patrimonio culturale nazionale. Un trend che coinvolge anche l’estero: più della metà dei turisti di Germania, Francia, Austria, Svizzera e Stati Uniti dichiara di voler scegliere l’Italia per un viaggio all’insegna dei prodotti tipici e delle degustazioni. Secondo il Secondo Rapporto sul Turismo dell’Olio, promosso da Associazione Nazionale Città dell’Olio, Coldiretti e Unaprol, cresce la domanda di esperienze immersive: visite ai frantoi, percorsi tra ulivi secolari e cene in uliveto. L’Italia, infatti, può contare su un patrimonio unico: oltre 619 mila aziende olivicole e più di 500 cultivar, espressione di una biodiversità senza eguali. L’interesse aumenta sia sul mercato interno sia su quello estero. Il 70% degli italiani si dice attratto da degustazioni abbinate alla cucina locale, mentre cresce la domanda di percorsi che raccontino la storia e le tradizioni dei territori dell’olio. Le regioni più richieste restano Toscana e Puglia, seguite da Sicilia, Umbria e Liguria. Resta però un limite: meno della metà degli italiani conosce davvero le cultivar del proprio territorio o ha visitato un frantoio. Un gap informativo che rappresenta anche la prossima sfida per il settore.
3) I raggi gamma per conservare meglio il grano: Preservare le caratteristiche nutrizionali e allungare la conservazione del grano. Questo l’obiettivo della tecnica testata con successo da ENEA che prevede l’irraggiamento gamma per garantire la sicurezza microbiologica.
4) Prodotti locali, 8 italiani su 10 scelgono qualità e sostenibilità: Gli italiani premiano sempre di più i prodotti alimentari del territorio. Oltre otto cittadini su dieci ritengono infatti importante acquistare cibo di origine locale, proveniente dalla propria regione o comunque dall’Italia. È quanto emerge da una nuova indagine dell’Osservatorio Shopping DoveConviene. Ma dove si comprano questi prodotti? Il supermercato resta il canale principale: è qui che l’82% degli intervistati cerca le specialità locali. Molto più distanti i mercati rionali e le piccole attività di quartiere, mentre solo una minoranza sceglie l’acquisto diretto dal produttore. Il digitale, invece, è ancora marginale: appena il 3% compra prodotti locali online. A guidare la scelta sono soprattutto qualità e freschezza, indicate come priorità dal 61% dei consumatori. Pesano però anche motivazioni etiche: più della metà dichiara di voler sostenere l’economia del territorio e un italiano su quattro collega il prodotto locale a una maggiore sostenibilità ambientale. Resta però un ostacolo importante: il prezzo. Per oltre il 50% degli intervistati il costo più elevato rappresenta ancora la principale barriera all’acquisto di prodotti locali.


