Brasile, al via la COP30 tra speranze e incertezze

Brasile, al via la COP30 tra speranze e incertezze

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Al via la COP30 a Belém, nello Stato del Parà, in Brasile tra speranze e incertezze. Trump: “I cambiamenti climatici sono una truffa”. von der Leyen: “Faremo la nostra parte”.

Al via a Belém, nello Stato del Parà, in Brasile, la COP30, cioè la Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. A presiedere l’importante evento con i rappresentanti di oltre 190 Paesi in una città simbolo dell’Amazzonia è il diplomatico André Corrêa do Lago. Tanti i temi al centro dei negoziati in programma fino al 21 novembre 2025, nonostante un difficile contesto geopolitico segnato da dazi e guerre, per contrastare il riscaldamento globale.

Grandi assenti gli Stati Uniti d’America. Il motivo? Secondo il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, il cambiamento climatico è una truffa, dunque, nessun rappresentante politico a stelle e strisce partecipa al meeting. La COP30, cioè la Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, a detta del Presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, invece, è la COP, cioè la Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, della verità. “Faremo la nostra parte“, assicura la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. I 27 Paesi dell’Unione Europea, Italia inclusa, si presentano ai tavoli con un progetto per tagliare le emissioni di gas serra del 90% entro il 2040. “La COP30, cioè la Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, sia un segno di speranza“, afferma Papa Leone XIV.

Nonostante i buoni propositi, però, la strada per raggiungere un accordo finale sembra essere in salita soprattutto a dieci anni di distanza dalla storica firma degli Accordi di Parigi per contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C.

COP30, Brizio: “Lotta ambientale e lotta sociale devono stare assieme”

Questa COP, cioè questa Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, ha una grande portata simbolica, perché è la trentesima, perché cade a dieci anni sia dagli Accordi di Parigi sia dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, e perché avviene in un mondo sempre più frammentato a causa delle guerre. A scegliere Belém è stato il Presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, dopo il suo insediamento nel 2023. Tra i suoi desideri, la realizzazione di una COP, cioè di una Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, dell’Amazzonia. Purtroppo, però, la città, che non è turistica, non sembrerebbe essere pronta a ospitare tra i 50.000 e i 100.000 delegati per due settimane. Persone che, tra l’altro, probabilmente, non torneranno più nello Stato. Eppure, così come in occasione dei Mondiali di Calcio o delle Olimpiadi, le Autorità Locali stanno costruendo opere in quattro e quattr’otto e stanno allontanando i cittadini residenti nelle aree più povere per cementificare in tranquillità. La lotta ambientale senza la lotta sociale, diceva l’attivista sudamericano Chico Mendes, è solo giardinaggio“, il commento dell’attivista Giorgio Brizio sulla COP30, cioè sulla Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, a “Sulla Via della Natura“, rubrica di “A Tutto Mondo”, in onda ogni martedì, alle 21:00, su TeleAmbiente.

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