Presentato il progetto ‘Amerina Bike Route’ nato per la valorizzazione della storica Via Amerina, che coinvolge Todi (capofila), Amelia, Avigliano Umbro, Montecastrilli e Penna in Teverina. L’iniziativa ha un triplice obiettivo: via ciclabile riconoscibile per il visitatore, incentivare l’uso della bici nei percorsi quotidiani e migliorare l’accessibilità.
A Perugia è stato presentato il progetto di valorizzazione della storica Via Amerina ‘Amerina bike Route’.
L’obiettivo dell’iniziativa, che coinvolge 5 comuni, Todi (capofila), Amelia, Avigliano Umbro, Montecastrilli e Penna in Teverina, è di qualificare, valorizzare e promuovere il tratto umbro della storica Via Amerina, da Todi a Penna in Teverina, integrandolo con le grandi dorsali ciclabili nazionali ed europee (Italia Coast to Coast, Ciclovia del Sole / Eurovelo 7).
I cinque Comuni, hanno anche la mission di favorire una rete di percorsi quotidiani tra scuole, lavoro e aree sportive per coinvolgere popolazione e territorio, creare una cultura dell’accoglienza ciclo e cicloturistica e avviare un percorso volto a migliorare l’accessibilità.
Alla presentazione hanno partecipato gli amministratori dei comuni coinvolti, l’assessore al Turismo del Comune di Amelia Luigia Moscatelli, il sindaco di Montecastrilli Riccardo Aquilini, il sindaco di Avigliano Umbro Luciano Conti, il sindaco di Penna in Teverina Stefano Paoluzzi ed il primo cittadino di Todi Antonino Ruggiano.
“Questo è un progetto nuovo – ha riferito Antonino Ruggiano – che nasce dalla volontà di cinque comuni, che si sono messi insieme lungo la via Amerina, l’antica via Amerina romana, di valorizzare e promuovere un modo diverso di vivere il nostro territorio, da turisti e da cittadini”.
“Abbiamo fatto quindi un grande progetto – ha spiegato – che è stato accolto con entusiasmo dal governo e da Sport & Salute, è stato finanziato ed oggi abbiamo gli strumenti per poter lavorare sul territorio in maniera integrata e complessiva, da un lato accogliendo i turisti con nuovi strumenti per l’e-bike e tutto ciò che riguarda il turismo lento. Dall’altro lato, per lavorare per i nostri cittadini, sperando che nel futuro si abbandonino sempre di più i mezzi di locomozione a motore per un modo di vivere il quotidiano che sia più incline alla natura ed al benessere interno ed esterno, fisico e psicofisico”.

“‘La storia si pedala’ – ha aggiunto Ruggiano – perché la via Amerina torna a essere un filo che connette Comuni, persone e opportunità, tracciati condivisi, punti di interesse culturali-enogastronomici, e un’identità riconoscibile per chi pedala nel nostro territorio”.
“Amerina Bike Route – ha continuato – infatti, mette a sistema il tratto umbro della Via Amerina con una tripla vocazione. Da un lato una via ciclabile riconoscibile per il visitatore, dall’altro una rete di spostamenti quotidiani che collega scuole, aree sportive, servizi e luoghi di lavoro per incentivare l’utilizzo della bici come mezzo di locomozione alternativo; infine una presa di coscienza per migliorare l’accoglienza cicloturistica e l’accessibilità”.
Sono intervenuti, tra gli altri, anche il presidente di Anci Umbria, Federico Gori, rappresentanti di Sviluppumbria, associazioni ed enti partner coinvolti, tra cui Sport & Salute, con la coordinatrice dell’Umbria Livia Torre, e Slow Food Italia, con il vicepresidente Federico Varazi.
“Il cibo – ha evidenziato Federico Varazi – diventa uno strumento per costruire delle relazioni tra le persone, lo ha fatto storicamente, lo fa sempre e lo fa anche nell’occasione in cui i locali incontrano i turisti. Il turismo diventa l’occasione per condividere una tavola, per condividere una storia, per mettere insieme persone, che magari non si sarebbero mai incontrate e che, tra le tante cose che possono scambiarsi, c’è la loro esperienza personale che è qualcosa di assolutamente autentico e riproducibile”.
“Slow Food – ha ricordato Varazi – lo fa in questo territorio grazie ad un percorso/progetto intitolato Slow Food Travel, che esiste da 4 o 5 anni, TransAmelia, che unisce Amelia e Todi. Non è solo un itinerario, ma è un modo per mettere insieme turisti e comunità locale attraverso il cibo e attraverso tante altre esperienze, in questo caso anche attraverso la bicicletta”.

“Questo tipo di turismo – ha detto ancora Federico Varazi di Slow Food Italia- è una grossa opportunità per questo territorio che, sotto certi aspetti, potrebbe essere rimasto indietro”.
“Oggi essere rimasti un po’ indietro diventa una grande fortuna, per fare un’analisi di ciò che è stato fatto di buono – ha concluso Varazi – di ciò che si può ancora salvare, anche da un turismo eccessivo e di massa, e su questo costruire anche delle strategie future che tengano conto sia delle emergenze ambientali, sia del turista e dell’esperienza che porta, ma soprattutto delle esigenze dei locali”.
Il progetto si è sviluppato grazie al bando nazionale ‘Bici in Comune’, promosso da Sport & Salute e Anci.


