Perché esistono animali di serie A e animali di serie B? L'intervista all'etologa

Perché esistono animali di serie A e animali di serie B? L’intervista all’etologa

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A “Sulla Via della Natura”, rubrica di “A Tutto Mondo”, in onda ogni martedì, alle 21:00, su TeleAmbiente, l’etologa Chiara Grasso spiega perché verso gli animali domestici proviamo quasi amore e verso la fauna selvatica coviamo spesso odio.

Abbattere gli orsi colpevoli di essersi avvicinati troppo all’uomo e perseguitare i lupi accusati di sbranare il bestiame degli allevatori, ma baciare sul muso i conigli ritenuti belli e dormire con i cani definiti figli. Queste alcune delle contraddizioni della nostra società sugli animali. Esseri senzienti che, comunque, a prescindere dalle valutazioni personali dei singoli, meritano rispetto. Sempre.

A “Sulla Via della Natura”, rubrica di “A Tutto Mondo”, in onda ogni martedì, alle 21:00, su TeleAmbiente, l’etologa Chiara Grasso spiega perché, mentre verso la fauna selvatica coviamo spesso odio, verso i pet proviamo quasi amore: Esistono animali di serie A e animali di serie B, cioè animali che consideriamo più animali di altri. Qualche esempio? A volte le persone antropomorfizzano i pet, dai cani in borsetta ai gatti con i fiocchetti, non rispettando la loro etologia. Altre volte, invece, uomini e donne considerano lupi, orsi e insetti, per fare tre esempi, infestanti e, dunque, pericolosi. Quindi, sì, paura e mancanza di conoscenza portano a odiarli. Tra l’altro, anche gli animali detenuti negli allevamenti intensivi sono di serie B. Ed ecco allora il maiale, il pollo o il vitello che mangiamo a pranzo o a cena. L’essere umano, però, dovrebbe trovare dentro sé stesso le risposte a simili comportamenti. Fondamentale, a maggior ragione, imparare, fin da piccoli, al rispetto di ogni forma di vita. Inoltre, ed è bene sottolinearlo, quando andiamo a fare una passeggiata nel bosco, siamo noi a entrare nella casa della fauna selvatica. Lupi e orsi, e dobbiamo ricordarlo sempre, non fanno altro che i lupi e gli orsi. Spetta a noi adottare misure di prevenzione per conviverci pacificamente“. 

 

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