La mostra, visitabile a Palazzo dei Priori fino al 1 novembre 2026, è dedicata a due delle icone femminili più potenti e contraddittorie del Novecento. Oltre 120 fotografie raccontano Frida Kahlo e Marilyn Monroe, due figure così lontane, ma anche così vicine.
Due figure straordinarie che hanno saputo rompere gli schemi e hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’arte e del cinema, due donne: Frida Kahlo e Marilyn Monroe, sono in mostra a Fermo. ‘Frida Kahlo e Marilyn Monroe. Vite parallele’, questo il titolo dell’esposizione curata da Carolina Dema, Alberto Rossetti e Tanino Bonifacio, ospitata fino al 1 novembre 2026 da Palazzo dei Priori.

Un racconto biografico intenso e coinvolgente che intreccia arte, cinema, politica e cultura visiva
“Questa mostra – ha spiegato Tanino Bonifacio – è un racconto fotografico che narra di due donne ferite: Frida Kahlo e Marilyn Monroe. Due donne che nell’arte, nella creatività e nello spettacolo, hanno cercato lo strumento per ricostruire il proprio specchio infranto, la propria vita dolorosa”.
“Dunque, loro due, con questa mostra – ha aggiunto Bonifacio – ci lanciano un grande messaggio che è culturale, civile e umano, ovvero che l’arte può essere, per tutti noi, una cura per lenire la nostra anima”.
Oltre 120 fotografie raccontano le esistenze di due donne solo apparentemente lontane. Pittrice rivoluzionaria la prima, diva hollywoodiana e incarnazione della bellezza la seconda, Frida Kahlo e Marilyn Monroe condividono sorprendenti affinità, senza essersi mai incontrate: la costruzione della propria immagine pubblica, il rapporto complesso con il corpo, gli amori più tormentati, il desiderio di maternità mai realizzato e una costante tensione tra fragilità privata e mito pubblico, al quale sono infine dedicate alcune opere di artisti come Andy Warhol e Zhang Hongmei.
“Questa mostra – ha sottolineato l’altro curatore Alberto Rossetti – cerca di dimostrare che sono molte più le similitudini e le affinità. Per farlo, l’importante è togliere la maschera di Marilyn Monroe, della bionda svampita che voleva Hollywood e ritrovare Norma Jane Baker, questo era il suo nome originario, protagonista di una vita difficile nei primi anni e complessa anche nei rapporti successivi”.
“Le affinità sono numerose – ha evidenziato ancora Alberto Rossetti – entrambe hanno cercato in ogni modo la maternità e il destino ha voluto che nessuna delle due ci riuscisse. Entrambe avevano una grande sensibilità sociale, che in Frida diventa anche politica. Entrambe hanno un rapporto tormentato con gli uomini, con molti uomini, con cui hanno sempre combattuto in qualche maniera”.
“E poi – ha ricordato Rossetti – anche il destino finale, è risaputo che Marilyn si è suicidata con barbiturici, ma è ormai anche abbastanza assodato che, dopo l’ultima amputazione di una gamba, la stessa Frida Kahlo abbia espresso un desiderio di essere accompagnata oltre la vita”.
“La sua frase finale – ha concluso Alberto Rossetti – che in mostra abbiamo inserito, dice: ‘spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più’”.
Attraverso gli scatti di grandi fotografi del loro tempo la mostra ripercorre l’evoluzione delle due protagoniste dall’infanzia alla piena affermazione artistica e mediatica, con un singolare punto di contatto: l’amicizia e la relazione, in momenti diversi, con il fotografo Nickolas Muray.
Una lunga relazione e ‘quasi una venerazione’ per Frida e con Marilyn una relazione tenuta segreta sino alla sua morte e rivelata dalla moglie di Muray dopo il ritrovamento di una fotografia con una dedica appassionata.
Oltre alle foto di Muray si possono ammirare, tra gli altri, gli scatti di Guillermo Kahlo, Imogen Cunningham, Lucienne Bloch, Leo Matiz, Lola e Manuel Alvarez Bravo, Edward Weston, Sam Sahw, Ed Feingersh, Milton Greene, Cecil Beaton e Richard Avedon.
Ci raccontano il pubblico e il privato di Frida e di Marilyn, i loro rapporti con personalità importanti e ingombranti come Diego Rivera, compagno di Frida e impenitente donnaiolo, con Joe Di Maggio o Arthur Miller e lo stesso John Fitzgerald Kennedy, notoriamente malato di sesso per Marilyn.
Alcune foto di scena che ritraggono Marilyn con alcuni suoi compagni di lavoro come Laurence Olivier, Jack Lemmon, Tony Curtis ma anche Groucho Marx o Gary Grant, si affiancano alle personalità vicine a Frida, da Diego Rivera a Leon Trotsky, che sono rappresentate nelle istantanee in mostra per far comprendere la ricchezza del loro percorso biografico.
Il percorso di mostra prevede infine una sala ‘Omaggio a Frida’ e una sala ‘Omaggio a Marilyn’, dove sono esposti alcuni documenti, un video di Frida e Diego e un gruppo di opere di alcuni artisti che nel tempo hanno continuato a guardare a Frida e Marilyn come muse contemporanee: tra questi Andy Warhol, Mimmo Rotella, Marco Lodola e i cinesi Xu De Qi, e Zhang Hongmei.
La mostra è promossa dal Comune di Fermo, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e in collaborazione con Rjma Progetti culturali e Art Book Web.
L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura e Turismo.


