In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con TeleAmbiente: 1) Pnrr, incentivi per le auto elettriche; 2) Cresce il turismo open air; 3) Allarme Greenpeace: la filiera della plastica minaccia la salute pubblica; 4) Sos ghiacciai, Legambiente: ‘il tempo di agire è ora’
In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con TeleAmbiente:
1) Pnrr, incentivi per le auto elettriche: Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha adottato il decreto attuativo che regola gli incentivi a fondo perduto per l’acquisto di veicoli elettrici. L’intervento è destinato a persone fisiche e microimprese con residenza o sede legale nelle aree urbane funzionali. L’iniziativa, finanziata con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mette a disposizione 597 milioni di euro. L’obiettivo è favorire il rinnovo del parco circolante con veicoli a zero emissioni, contribuendo alla riduzione dell’inquinamento urbano e al miglioramento della qualità dell’aria. Per accedere al contributo, sarà necessario rottamare un veicolo termico fino a Euro 5. Il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato che “con questo nuovo schema di incentivi si vuole accelerare la transizione anche nel settore della mobilità privata e commerciale, supportando concretamente cittadini e piccole imprese nei contesti urbani più esposti all’inquinamento”. L’incentivo sarà riconosciuto alle persone fisiche per l’acquisto di un’auto elettrica, con un contributo di 9.000 o 11.000 euro in base al valore ISEE; alle microimprese, per l’acquisto di veicoli elettrici commerciali, fino a un massimo di 20.000 euro per veicolo.
2) Cresce il turismo open air: Cresce il turismo open air in Italia. Secondo un report stilato da HBenchmark per Faita Federcamping, i campeggi e i villaggi turistici del Nordest stanno registrando numeri molto positivi, in particolare nei cluster turistici del Lago di Garda e nelle aree montane del Trentino. Nelle località balneari del Friuli e del Veneto, la stagione ha avuto un avvio incoraggiante. Dal 17 aprile al 16 luglio, il tasso medio di occupazione delle strutture open air è stato pari al 56%, con un aumento dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le stime da luglio a ottobre vedono incremento del 2,5% delle prenotazioni rispetto al 2024 e una permanenza media che varia dai 10 ai 14 giorni. Le prime due settimane di settembre registrano già un tasso di occupazione compreso tra il 40% e il 60%, con un picco del +10% solo nella prima settimana. Tra le provenienze dei turisti, la Germania si conferma il mercato più importante, con una quota di presenze tra il 50 e il 58%. L’Italia segue con un +2% rispetto al 2024. Austria, Svizzera e Danimarca mantengono le stesse percentuali dello scorso anno. Per quanto riguarda le destinazioni lacustri del Veneto e del Trentino, come Garda, Levico, Ledro e Caldonazzo, si segnala un avvio di stagione migliore rispetto alle località marittime, con un tasso medio di occupazione del 66,4% tra il 17 aprile e il 16 luglio. Tuttavia, le previsioni per i mesi futuri risultano leggermente meno favorevoli.
3) Allarme Greenpeace: la filiera della plastica minaccia la salute pubblica: Aria irrespirabile per milioni di persone, tumori e malattie respiratorie nelle comunità più esposte: la produzione di plastica non è solo un problema ambientale, ma una vera emergenza sanitaria. A denunciarlo è Greenpeace, con il nuovo dossier “Every Breath You Take” che punta il faro sugli impianti petrolchimici e chiede un intervento urgente alla comunità internazionale. Secondo il rapporto, oltre 51 milioni di persone nel mondo vivono esposte ai rischi dell’inquinamento atmosferico causato dalla produzione petrolchimica per la filiera della plastica. Undici i Paesi analizzati, tra cui Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svizzera e Paesi Bassi, ma anche nazioni asiatiche come Indonesia, Malesia e Filippine. In tutti questi Stati, comunità residenziali si trovano a meno di 10 chilometri dagli impianti petrolchimici. Negli Stati Uniti, sono ben 13 milioni le persone esposte a un rischio elevato, concentrate soprattutto tra Texas e Louisiana. Ma è nei Paesi Bassi che l’impatto è percentualmente più drammatico: qui, oltre un quarto della popolazione vive vicino a fonti di emissione. Seguono la Svizzera, con l’11% dei residenti, e la Corea del Sud. Il rapporto sottolinea anche come alcuni impianti abbiano un impatto transfrontaliero, colpendo comunità in Austria, Polonia, Belgio e Francia. Il rapporto avverte anche che l’industria pianifica di espandere la produzione globale di plastica fino al 2050: un progetto che creerebbe ulteriori zone di sacrificio, più rifiuti esportati verso i Paesi a basso reddito e più prodotti usa e getta che alimenterebbero la crisi climatica e l’inquinamento. Greenpeace chiede perciò un Trattato globale ambizioso che preveda una drastica riduzione della plastica entro i prossimi 15 anni, per proteggere la salute delle persone, il clima e l’ambiente.
4) Sos ghiacciai, Legambiente: ‘il tempo di agire è ora’: Un gigante bianco sempre più fragile, messo sotto scacco dalla crisi climatica. Stiamo parlando dell’Adamello, la montagna che ospita il ghiacciaio più grande delle Alpi Italiani. Solo nell’ultimo anno, la sua fronte ha perso altri 127 metri. Un arretramento preoccupante, che conferma un trend drammatico iniziato da tempo. Ed è proprio qui, a oltre 3.000 metri di quota, che ha preso il via l’edizione 2025 della ‘Carovana dei Ghiacciai’ di Legambiente, con un flash mob simbolico e internazionale. Un lungo serpentone umano ha circondato un grande striscione di 4 metri per 4, al grido “Il tempo di agire è ora”. Accanto a Legambiente, numerose realtà italiane ed europee, tra cui il CAI, la Fondazione Glaciologica Italiana, CIPRA Italia, WWF e molte altre, firmatarie del Manifesto europeo per la tutela dei ghiacciai. L’obiettivo: chiedere una governance europea per la tutela dei ghiacciai e delle risorse idriche collegate. Per Legambiente e i firmatari del Manifesto europeo, per contrastare la crisi climatica in atto occorre agire subito in sinergia mettendo al centro le 8 azioni indicate dal Manifesto:
1) creare un sistema europeo di monitoraggio del rischio criosferico
2) Istituire una rete multidisciplinare di competenze da condividere,
3) valorizzare gli strumenti e le politiche internazionali per la mitigazione e l’adattamento alla crisi climatica nelle aree glaciali europee,
4) Sostenere la leadership e il ruolo guida dell’Europa a livello globale
5) sostenere il valore e la protezione dei ghiacciai,
6) collaborare con università, centri di ricerca e scuole per sensibilizzare e accrescere la consapevolezza di cittadini e istituzioni,
7) Istituire spazi di confronto,
8) promuovere e mettere in rete le esperienze provenienti da diverse realtà geografiche, politiche e climatiche, al fine di rafforzare la cooperazione.


