A denunciare il caso, su segnalazione di un’attivista, è stato Paolo Bernini, ex deputato da sempre impegnato su posizioni animaliste e antispeciste.
Un gatto morto e tassidermizzato esposto come parte di un’opera d’arte al Museo di Arte Moderna di Bologna (MAMbo). A denunciare il caso è Paolo Bernini, attivista del Comitato Antispecista Difesa Animali Protezione Ambiente (Cadapa) ed ex deputato del Movimento 5 Stelle. Dopo una segnalazione, Bernini si era recato personalmente al Museo di Arte Moderna del capoluogo felsineo e aveva documentato come, effettivamente, l’opera d’arte era rappresentata dal gatto senza vita posto sopra una fotocopiatrice, con tanto di fogli stampati che ritraevano il dorso del povero animale.
L’opera, intitolata ‘Copycat‘ ed esposta nell’ambito della mostra ‘Facile ironia’, è stata realizzata da Eva e Franco Mattes, due artisti bresciani che vivono tra la loro città natale e New York. Il Museo la descrive così: “Un gatto in tassidermia ozia disteso sul ripiano di scansione di una fotocopiatrice, impilata a sua volta su altri due apparecchi identici. Il visitatore è libero di premere il pulsante di stampa per ottenere una ‘fotocopia’ del gatto in formato A3 e portarsela a casa. Dato che il ripiano riporta l’autografo (specchiato) degli artisti, anche la fotocopia avrà una firma (dritta) in riproduzione. Facente parte di una serie di lavori avviata nel 2016 che materializza immagini virali o comunque trovate tramite Internet con gatti come protagonisti (in questo caso una foto inviata agli artisti da un utente, che mostra proprio un gatto addormentato su una fotocopiatrice), Copycat fa convergere la riflessione sul rapporto tra mondo reale e mondo virtuale con l’indagine ben più longeva sul concetto di riproduzione e sullo statuto di originalità dell’opera d’arte. Non a caso, copycat in inglese significa imitatore“.
Se già l’opera in sé appariva di dubbio gusto, anche la sua spiegazione per molti è risultata fuori luogo. Diversi i commenti di protesta di alcuni utenti sugli account social del Museo di Arte Moderna di Bologna, con il MAMbo che ha candidamente ammesso: “Il gatto è parte della scultura. Si tratta di una tassidermia realizzata su un esemplare rinvenuto morto, come richiesto dalle norme vigenti“. Un tentativo di far passare per normalità e arte ciò che per molte altre persone appare inaccettabile.
Tra queste persone, anche chi ha segnalato il fatto e lo stesso Paolo Bernini. “Secondo voi questa è arte? Il museo ha risposto che il gatto era già morto e tassidermizzato, ma qui è il messaggio il vero problema: riduciamo un animale a un oggetto da intrattenimento. La parlamentare del Movimento 5 Stelle, Stefania Ascari, presenterà un’interrogazione in Parlamento per chiedere se siano state rispettate le norme sull’uso degli animali in tassidermia a fini artistici, se sia opportuno esporre in musei pubblici opere che urtano la sensibilità dei visitatori, se siano previsti avvisi chiari all’ingresso – noi non ne abbiam trovati – e se sia corretto usare fondi pubblici per opere di questo tipo” – ha spiegato l’attivista animalista ed ex deputato – “Se questa scena ci indigna, ricordiamoci che milioni di animali vengono messi in mostra ogni giorno nei supermercati e nelle macellerie: maiali, mucche, polli, pesci… Se vogliamo davvero una società che rispetti gli animali, a partire dall’arte, dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, portandolo verso una scelta vegana e antispecista. Gli animali non sono oggetti, né arte né nel piatto. Se volete esprimere la vostra indignazione, scrivete una mail al Museo“.
“Usare il corpo di un animale morto per ‘intrattenere’ e ‘provocare’ è arte? Non è più mancanza di rispetto verso gli animali e verso tutti noi? Se questa scena ci indigna, ricordiamoci che ogni giorno milioni di corpi di altri animali – mucche, maiali, polli, pesci – vengono mostrati nei supermercati e nelle macellerie, come semplici oggetti da comprare” – ha aggiunto Paolo Bernini nel suo post sui social – “La differenza è solo culturale: amiamo i gatti, ma accettiamo di uccidere altri animali che soffrono e vogliono vivere invece di finire macellati. Il futuro è il rispetto dei diritti di tutti gli animali. E comincia dalle nostre scelte quotidiane: vivere senza sfruttarli, scegliere uno stile di vita vegano e antispecista“.


