Bando PFAS in Ue, Cristina Guarda (Verdi) Proposta rallentata dalle lobby

Bando PFAS in Ue, Cristina Guarda (Verdi): “Proposta rallentata dalle lobby”

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Il commento di Cristina Guarda, europarlamentare dei Verdi, sulla nuova proposta dell’ECHA per la restrizione ai PFAS in alcuni settori industriali: “È stata probabilmente rallentata dalla pressione lobbistica e politica”.

Nell’ambito di Terra! La festa nazionale del partito Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), l’europarlamentare dei Verdi Cristina Guarda ha commentato le nuove restrizioni proposte alla Commissione europea dall’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, sull’utilizzo dei PFAS in alcuni settori industriali.

Lo scorso agosto l’ECHA ha pubblicato un aggiornamento sulle restrizioni all’uso dei composti per-e polifluoroalchilici ai sensi del regolamento europeo sulle sostanze chimiche REACH. L’aggiornamento è stato curato dalle autorità di Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, che a gennaio 2023 avevano presentato la proposta iniziale.

“L’ECHA aveva questo mandato di analizzare la richiesta di bando dei PFAS dal commercio e dalla produzione in Europa. Purtroppo in questo momento storico è stata probabilmente rallentata dalla pressione lobbistica e politica, perché all’inizio di questo mandato parlamentare la dichiarazione fatta sulla strategia industriale da parte di Draghi nel dossier fatto con Letta ha cominciato a parlare della necessità importante di mantenere la chimica fluororata, ossia la produzione dei PFAS, al centro perché senza non è possibile fare la transizione ecologica. Un’affermazione assolutamente sbagliata che però sta recependo un messaggio da parte della lobby industriale che produce i PFAS e sta guidando quindi le istituzioni europee ad essere più aperte agli inquinanti eterni”, ha dichiarato a TeleAmbiente l’eurodeputata Cristina Guarda.

“L’ECHA sta generando una sorta di apertura per deroghe in settori specifici – ha continuato Guarda – come quello militare per evitare che questi settori, considerati essenziali e su cui si dice non ci siano alternative, quando magari ci sono, abbiano l’obbligo di bando dei PFAS. Mi sembra che l’ondata verso destra o la potenza delle lobby del mondo della chimica stia facendo purtroppo un lavoro molto più efficace ed efficiente rispetto alla buona fede del mondo politico”.

Guarda ha fatto poi il punto sulle iniziative presentate al Parlamento europeo mirate al bando di pesticidi e PFAS nei giocattoli, alla bonifica dei siti inquinati e alla ricerca per sostituire gli inquinanti eterni nei processi produttivi.

“Abbiamo appena finito i triloghi con l’approvazione della direttiva sulla sicurezza dei giocattoli. Sto lavorando per richiedere alla commissione di bandire l’utilizzo di prodotti fitosanitari (pesticidi) contenenti PFAS e stiamo cercando di far emergere la volontà di agire per bonifica, ricerca per sostituire i PFAS e intervenire col bando a queste sostanze chimiche a prescindere dalle iniziative nazionali”, ha continuato l’eurodeputata.

“Il problema è che nella pratica siamo sempre meno, mentre a parole tutti sono dalla parte del bando ai PFAS. Poi nella scelta di voto finale ci abbandonano”, ha concluso Guarda.

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