ponte sullo stretto nato angelo bonelli

Ponte sullo Stretto, la Nato smentisce l’interesse strategico militare

Tabella dei Contenuti

Le parole di Matthew Whitaker, ambasciatore degli Stati Uniti alla Nato, rischiano di creare un certo imbarazzo al governo. L’obiettivo da centrare del 5% di spese militari va infatti raggiunto solo con investimenti direttamente collegati alla difesa, e non con progetti accessori come appunto il Ponte sullo Stretto di Messina. Angelo Bonelli (AVS): “L’interesse strategico militare viene confermato come un falso ideologico, che serviva solo per portare a casa un progetto da 15 miliardi di euro”.

Sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, all’inizio dello scorso agosto, è arrivata anche l’approvazione definitiva da parte del Cipess, l’organismo interministeriale che raccoglie, oltre a diversi ministri, anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Un’approvazione arrivata bypassando il parere della Commissione europea, sulla base di almeno tre tipi di interesse strategico attribuiti al Ponte: quello sanitario, quello di protezione civile e quello militare. Quest’ultimo, però, appare destinato ad essere smentito, anche alla luce delle recenti dichiarazioni di Matthew Whitaker, ambasciatore statunitense presso la Nato. Secondo Whitaker, infatti, non sono accettabili contabilità creative per centrare l’obiettivo di spese militari per la Nato, pari al 5%, che deve essere riferito direttamente alla difesa, e per questo tra gli investimenti non possono rientrare spese accessorie e non strettamente collegate, come appunto quelle per finanziare la costruzione del Ponte.

 

Questo evidenzia una cosa: la famosa delibera Iropi (Imperative reasons of overriding public interest, ndr), quella che ha dato il via all’approvazione del Cipess per il Ponte sullo Stretto di Messina, si basava su presupposti falsi. Un falso ideologico, perché in quella delibera, firmata da Matteo Salvini e votata anche da Giorgia Meloni, c’è scritto che il Ponte ha un interesse strategico militare” – ha spiegato a TeleAmbiente, a margine della festa nazionale di AVS, Terra!, l’onorevole Angelo Bonelli, deputato e portavoce di Europa Verde – “Così non è, però hanno approvato il progetto del Ponte sulla base di un presupposto non vero. Questo evidenzia, ancora una volta, come questo governo, sul Ponte sullo Stretto di Messina, sta falsificando e sta mischiando le carte in modo da portare a casa un progetto da 15 miliardi di euro, che non ha avuto una verifica tecnica da parte di nessun organismo tecnico dello Stato. Non è stato analizzato adeguatamente il rischio sismico, con tutte le conseguenze che sappiamo, e cioè che le priorità dell’Italia sono altre“.

 

Pubblicità
Articoli Correlati