Bombardati da proposte allettanti, come non cadere nella trappola del Black Friday? E cosa succede al cervello del consumatore travolto da uno tsunami di offerte?

Come non cadere nella trappola del Black Friday? Prima cosa: no ad acquisti d’impulso

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Bombardati da proposte allettanti, come non cadere nella trappola del Black Friday? E cosa succede al cervello del consumatore travolto da uno tsunami di offerte?

 

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In arrivo il Black Friday, ovvero il “venerdì degli sconti”, introdotto in Italia nel 2011, previsto per venerdì 28 novembre, ma che ormai dura fino a fine mese.

Nel 2024 ha generato un giro d’affari di oltre 4 miliardi di euro, più del doppio rispetto al 2019. Le categorie più ricercate riflettono tendenze ormai consolidate: abbigliamento, scarpe e accessori restano in cima alle preferenze, seguiti dalla tecnologia, settore che continua a trainare grazie a smartphone, laptop e dispositivi per la casa intelligente. Cresce l’interesse verso l’ambiente domestico, con acquisti legati ad arredamento, decorazioni e miglioramento degli spazi abitativi. Le donne tendono a orientarsi soprattutto su moda, casa e alimentari, mentre gli uomini si concentrano su elettronica, sport e mezzi di mobilità leggera.

Un incremento simile che, è evidente, non rispecchia alcun bisogno reale, perchè durante il Black Friday si compra per il gusto di comprare. Dall’altra parte, ad acquisti avvenuti nel 2024 oltre un terzo ha dichiarato di aver scelto d’impulso prodotti superflui o di aver sforato il budget (dati Altroconsumo). Anche quest’anno, se il 72% degli italiani ritiene che il Black Friday sia effettivamente conveniente, più della metà pensa che alcuni negozi alzino i prezzi nelle settimane precedenti per rendere artificiosamente più allettanti gli sconti, il 31% crede che molti prodotti mantengano prezzi simili ai periodi non promozionali, mentre il 22% teme problemi logistici o inefficienze nei servizi.

Poi, oltre alle proposte allettanti, in agguato rischia di esserci anche il pentimento per acquisti avventati. Cosa succede al cervello del consumatore travolto da uno tsunami di offerte? Lo svela la scienza con una serie di studi e conoscenze acquisite che esplorano la psicologia dei consumatori e le dinamiche cerebrali sfruttate in queste circostanze per spingere le persone ad approfittare di sconti imperdibili.

Perché non resistiamo al Black Friday

Le campagne pubblicitarie alimentano la FOMO (Fear Of Missing Out), ovvero, la paura di essere tagliati fuori, un’ansia sociale caratterizzata dal timore di perdersi esperienze gratificanti che altri stanno vivendo.

Anche solo l’idea di ottenere “un affare” scatena una piccola scarica di dopamina, l’ormone del piacere e della motivazione. Questo è il meccanismo che ci spinge a cliccare senza pensarci troppo, specie quando la scritta “-50%” lampeggia accanto al prodotto che desideriamo da tempo. Ma finito l’effetto “euforia”, arriva spesso il post-shopping blues, ovvero, una forma leggera di dissonanza cognitiva, quella tensione mentale che proviamo quando le nostre azioni non sono coerenti con i nostri valori. “Mi serviva davvero?” è la domanda che segue l’acquisto impulsivo. Vari studi mostrano che il rimorso d’acquisto è una componente naturale del comportamento di consumo.

Settimana di sconti ma non per l’ambiente: i dati del Wwf

Quali sono le conseguenze ambientali? Secondo il WWF, nell’ultima settimana di novembre il trasporto su gomma delle merci verso magazzini e negozi di tutt’Europa rilascia oltre un milione di tonnellate di CO2, il 94% in più rispetto a una settimana qualsiasi. A questo dato bisogna aggiungere le emissioni per la consegna degli acquisti online, i materiali e l’acqua consumati per produrre gli oggetti, l’impatto di resi e smaltimento.

In sostanza, ammonterebbero a circa 500.000 le tonnellate di CO2eq rilasciate nell’atmosfera in Italia durante la settimana del Black Friday. Inoltre, c’è una scarsa consapevolezza dell’impatto ambientale legato a ogni acquisto: solo 1 italiano su 10 si rende conto dell’alto costo ambientale che si nasconde dietro il prezzo basso dei prodotti acquistati. I più attenti al tema sono risultati essere i ragazzi della GenZ. I meno sensibili alla questione ambientale legata allo shopping compulsivo sono invece i Boomers dai 59 anni in su.

C’è un modo consapevole per usufruire degli sconti del Black Friday?

Gli autori di un focus online della Yale School of Management elencano 4 consigli per mantenere il controllo:

1)pianificare prima che la pressione colpisca, facendo ricerche su ciò di cui si ha realmente bisogno e ottenendo maggiori informazioni prima della stagione dei saldi;

2)stabilire un budget e tenerlo ben visibile;

3)fare una pausa prima di acquistare, anche di un minuto, per permette al cervello di fare i conti con l’entusiasmo;

4)chiedersi ‘vorrei questo prodotto se fosse a prezzo pieno?’, domanda che aiuta il cervello a concentrarsi sul valore effettivo dell’articolo.

Per agire in modo responsabile, la strategia più semplice sarebbe chiedersi cosa sia realmente utile acquistare e cosa si stia acquistando. Lo sconto può essere un vantaggio ma il primo criterio di scelta dovrebbe rimanere l’informazione sul prodotto: Come è fatto? Chi lo ha realizzato? Rispetta le persone e l’ambiente? Può sembrare complicato, ma basta consultare piattaforme come Good on You, i siti dei brand o i primi passaporti digitali di prodotto.

Il Black Friday ha effetti enormi sull’ambiente, incrementando fortemente le emissioni inquinanti. – affermano gli esperti della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) . – La crescita costante del numero di italiani che aderisce al Black Friday attraverso acquisti online e nei negozi fisici ha ripercussioni dirette sull’ambiente. Sono soprattutto gli acquisti online ad avere un forte impatto sull’ambiente: un prodotto comprato sul web in Italia deve essere infatti imballato, spedito e consegnato al domicilio del cliente, passando da hub e magazzini vari, spesso percorrendo migliaia di chilometri a bordo di aerei e camion prima di arrivare a casa dell’acquirente. Quando sono milioni i consumatori che fanno acquisti contemporanei in un arco di tempo ristretto, i costi ambientali si impennano raggiungendo livelli altissimi”.

Su Netflix è disponibile un documentario “Buy Now! The Shopping Conspiracy”, scritto e diretto da Nic Stacey, che svela il mondo dietro le quinte di grandi brand influenti, denunciando l’impatto ambientale e umano delle pratiche subdole del fast fashion, delle grandi aziende tecnologiche e dei rifiuti elettronici nella crisi dell’inquinamento da plastica.

 

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