Riforma della caccia, arriva la petizione del WWF Italia

Riforma della caccia, arriva la petizione del WWF Italia

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Cresce il dissenso contro il disegno di legge sulla caccia del Governo Meloni. WWF Italia: “Un provvedimento che riporta l’orologio della tutela della natura indietro di oltre 30 anni”. 

Cresce il dissenso contro il disegno di legge sulla caccia del Governo Meloni. Dopo settimane di polemiche politiche tra maggioranza e opposizione, il WWF Italia lancia una mobilitazione contro un provvedimento anacronistico, barbaro e crudele. Obiettivo della petizione “Stop caccia selvaggia è, non a caso, il no allo smantellamento della Legge numero 157 dell’11 febbraio 1992 per normalizzare il bracconaggio. Tra i punti considerati più controversi, l’aumento delle specie animali cacciabili senza basi scientifiche, la trasformazione di alcuni scrigni di biodiversità in aree venatorie e l’utilizzo delle doppiette in territori demaniali, dalle foreste alle spiagge, fino alle dune, anche in ore notturne, con seri rischi per la sicurezza di ciclisti, escursionisti e villeggianti.

Secondo l’organizzazione non governativa (ONG), il disegno di legge voluto dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, oltre a contrastare contro l’articolo 9 della Costituzione Italiana sulla tutela del pianeta Terra, potrebbe essere oggetto dell’ennesima procedura d’infrazione dell’Unione Europea.

Un provvedimento che riporta l’orologio della protezione della biodiversità indietro di oltre 30 anni. Necessario agire subito. Chiediamo il supporto di tutti i cittadini, affinché il Governo Meloni non consegni ai cacciatori la nostra fauna, la nostra sicurezza e il nostro diritto di vivere la natura senza paura“, commenta il WWF Italia.

Riforma della caccia, Costa (M5S): “Golpe ambientale”

Oltre a essere preoccupato, io sono arrabbiato. Non si può pensare un disegno di legge simile. Un vero e proprio golpe ambientale. Il Governo Meloni si sta ponendo in contrasto non solo con l’articolo 9 della Costituzione Italiana a tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, ma anche con la Direttiva numero 92/43/CEE, cioè con la Direttiva Habitat, esponendo lo Stivale a un’infrazione dell’Unione Europea. Del nostro Paese ridono ovunque ormai. Perché tutto ciò? Per favorire i bracconieri che vogliono diventare cacciatori. Tradotto: per un mero scopo elettorale. Faremo una resistenza durissima, fortissima e senza sconti e chiederemo il vostro aiuto. Tutti assieme dobbiamo e possiamo combattere una battaglia contro persone solite avere in spregio ambiente e animali“, dichiara il deputato del Movimento Cinque Stelle (M5S), Vicepresidente della Camera dei Deputati ed ex ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del Governo Conte, Sergio Costa.

Riforma della caccia, ecco il Magazine di Teleambiente

16 dicembre 2024. A Quartucciu, vicino a Cagliari, in Sardegna, due uomini muoiono durante una battuta di caccia al cinghiale. A recuperare i due cadaveri sono i carabinieri dopo avere perlustrato i boschi. Le vittime si chiamano Giacomo Desogus e Matthias Steri, hanno 28 anni e 27 anni, e sono amici di infanzia. Secondo la prima ricostruzione, il cacciatore più giovane avrebbe sparato – per errore – al cacciatore più anziano. Quest’ultimo, che avrebbe ricevuto un colpo di arma da fuoco alla nuca, sarebbe deceduto sul colpo. E così, forse in preda al panico, l’uomo sopravvissuto si sarebbe ammazzato. Proprio per questo l’ipotesi più plausibile sarebbe una battuta di caccia al cinghiale finita nel peggiore dei modi.

L’ennesima tragedia che apre un dibattito pubblico sull’attività venatoria regolamentata in Italia dalla Legge numero 157 dell’11 febbraio 1992. Ma quali sono i principi di questa normativa? Come può lo Stato Italiano tutelare la natura, attraverso l’articolo 9 della Costituzione, e ammettere l’uccisione degli animali, attraverso i fucili? Qual è l’identikit del cacciatore residente nello Stivale? Quali conseguenze può portare la mattanza del lupo dopo l’ok dell’Unione Europea al declassamento del suo status di protezione? A rispondere a queste e altre domande nel Magazine di Teleambiente dedicato alla caccia in Italia sono Domenico Aiello, Responsabile Tutela Giuridica della Natura per il WWF Italia, e il deputato di Europa Verde, Devis Dori.

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