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Castelli Romani, laghi sempre più in sofferenza: sabato 18 ottobre la Carovana per la sostenibilità e la pace

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Il livello medio dei laghi dei Castelli Romani si attesta a sette metri al di sotto di quello naturale: nel giro di un solo anno, è sceso di un metro. Nei territori del Vulcano Laziale, però, non si arresta il consumo di suolo e il ricorso alle risorse idriche sempre più scarse. Anche per questo, il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani ha organizzato la prima tappa della Carovana per l’ecosostenibilità: appuntamento alle ore 9.30 alla stazione di Albano Laziale per percorrere, in difesa dell’ambiente, 15 chilometri dal lago Albano a quello di Nemi. 

Allerta ambientale sempre più preoccupante per i laghi dei Castelli Romani. Il consumo di suolo, la scarsità idrica causata dai cambiamenti climatici e una pressione sulle risorse sempre più insostenibile hanno causato un triste record negativo: per la prima volta nella storia, i laghi hanno superato la soglia di -7 metri rispetto al loro livello naturale. Rispetto ai dati del 2024, e di quelli precedenti, è certificato che nel giro di un biennio il livello medio si è abbassato di un ulteriore metro.

Anche per questo motivo, il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, insieme ad altre associazioni del territorio, hanno organizzato, per la mattina di sabato 18 ottobre, la prima tappa della Carovana per la sostenibilità e la pace. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare per sostenere il piano della difesa dei laghi, richiamando l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica su un’emergenza ambientale sempre più grave. Elaborato dal Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani insieme ad un Comitato scientifico indipendente, il piano in difesa dei laghi prevede misure efficaci, dal punto di vista tecnico e operativo, per arrestare un declino ambientale sempre più devastante.

Un dato drammatico che segna un punto di non ritorno per l’equilibrio idrico e ambientale dell’intero comprensorio del Vulcano Laziale. Dal 2009, anno in cui il territorio è stato dichiarato area di emergenza idrica e messo sotto protezione, poco o nulla è cambiato: i Comuni continuano a consumare suolo, autorizzare nuove costruzioni e ampliare aree urbanizzate, aggravando una crisi già fuori controllo” – spiega il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani – “Le previsioni urbanistiche più gravi riguardano Ariccia, Marino, Ciampino e altri Comuni limitrofi, dove si prevedono nuove edificazioni perfino in aree boscate e sensibili, come nel caso di Ariccia“.

Nello specifico, il piano in difesa dei laghi, finora ignorato dalla maggioranza dei Comuni dei Castelli Romani, prevede alcune azioni da intraprendere. Le più importanti, e non più rimandabili, riguardano la riduzione di almeno il 30% dei consumi idrici industriali, civili e artigianali, oltre all’azzeramento ogni nuova previsione urbanistica, fermando la cementificazione del territorio del Vulcano Laziale. Si tratta di misure che, come spiega il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, sono coraggiose e al tempo stesso impopolari, ma necessarie per la sostenibilità ambientale di un territorio enorme e ricco dal punto di vista naturalistico: “Ogni altra azione è un semplice palliativo, inutile e dannoso“.

Di fronte ai tanti appelli troppo spesso e troppo a lungo ignorati, è nata l’iniziativa della Carovana per la sostenibilità e la pace, che quest’anno partirà con la prima tappa, composta da un percorso di 15 chilometri tra il lago Albano e il lago di Nemi. Tutti i cittadini possono partecipare, ed è possibile percorrere anche solo una parte dell’itinerario. L’appuntamento, per chi vuole percorrere l’intera tappa, è alle ore 9.30 presso la stazione dei treni di Albano Laziale. Si raccomanda di indossare abbigliamento e accessori adeguati, compresi scarponcini, zaini, borracce e cibo. “Un’occasione per unire la comunità in difesa dell’acqua, del territorio e della pace“, l’appello del Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, che raccoglie le principali associazioni ambientaliste e civiche del territorio, composte da chi non si rassegna ad un declino ambientale che appare sempre più inesorabile.

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