Il ciclone Ditwah devasta il sud dell'Asia oltre 1.200 morti

Il ciclone Ditwah devasta il sud dell’Asia: oltre 1.200 morti

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Continuano le operazioni di soccorso in Sri Lanka, Indonesia e Thailandia, devastate dal ciclone Ditwah. Il bilancio, ancora provvisorio, è di oltre 1.200 morti.

Villaggi sommersi, case distrutte e strade completamente allagate. È il risultato della combinazione del ciclone Ditwah e delle piogge monsoniche che hanno colpito il sud dell’Asia negli ultimi giorni, spazzando via interi quartieri, inondati da fiumi di fango e causando oltre 1.200 vittime e 800 dispersi. Un bilancio ancora provvisorio delle catastrofiche alluvioni e frane che si sono abbattute su Indonesia, Sri Lanka e Thailandia.

Migliaia di persone sono rimaste bloccate dalle forti piogge, costrette ad aggrapparsi ai tetti in attesa di aiuto, mentre il lavoro delle squadre di soccorso procede senza sosta per raggiungere i sopravvissuti e recuperare i corpi. Un’impresa difficile, secondo quanto riporta il Centro di gestione delle catastrofi dello Sri Lanka perché inondazioni e frane hanno bloccato strade e provocato il crollo di diversi ponti.

Le perdite e i danni nel Paese a sud dell’India sono i peggiori dallo tsunami del 2004, mentre per l’Indonesia si tratta dell’evento più mortale dal terremoto del 2018.

Secondo le autorità, le condizioni potrebbero peggiorare per le piogge previste nei prossimi giorni. Nel sud della Thailandia sono iniziate le operazioni di pulizia delle strade e degli edifici dopo che le inondazioni hanno colpito 3,9 milioni di persone.

L’Unicef ha espresso forte preoccupazione per i danni provocati dal devastante ciclone che, secondo le stime iniziali, ha colpito oltre 275.000 bambini. Un conteggio probabilmente al ribasso, viste l’interruzione delle comunicazioni e il blocco delle vie di accesso alle zone alluvionate.

“I bambini hanno urgente bisogno di aiuto. È una corsa contro il tempo per raggiungere le famiglie più vulnerabili che hanno un disperato bisogno di servizi salvavita”, ha dichiarato Emma Brigham, Rappresentante dell’Unicef in Sri Lanka. “E anche se il ciclone è passato, le conseguenze non sono finite”, ha aggiunto.

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