Riforma cittadinanza. Forza Italia pronta a votare lo Ius Scholae insieme al Pd (e a chiunque altro)

Riforma cittadinanza. Forza Italia pronta a votare lo Ius Scholae insieme al Pd (e a chiunque altro)

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Sembrava un capitolo chiuso e invece il tema della cittadinanza è tornata al centro del dibattito politico grazie all’apertura di Forza Italia che si dichiara per la prima volta pronta a votare la sua proposta di uno Ius Scholae anche con le opposizioni.

Con il mancato raggiungimento del quorum al referendum sulla cittadinanza dello scorso 8 e 9 giugno sembrava che per avere una nuova legge sul tema avremmo dovuto aspettare la prossima legislatura. Adesso, con le dichiarazioni del segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, i giochi si riaprono.

Il tema è diventato uno dei più distintivi per il partito fondato da Silvio Berlusconi, pochi mesi fa proprio su impulso di FI è passata una parte della proposta denominata Ius Italiae, quella basata sul diritto di sangue.

La norma riserva la richiesta della cittadinanza tra gli italo discendenti nati all’estero, in base allo Ius sanguinis, solo a chi può vantare un genitore o un nonno italiani. Fino a marzo del 2025 era possibile risalire molto più indietro nell’albero genealogico. La norma è stata motivata con la necessità di fermare il moltiplicarsi di richieste di cittadinanza da parte di persone che non hanno nessun legame con il paese, non ne conoscono la lingua né la cultura e utilizzano al cittadinanza per spostarsi in altri paesi dell’Unione o per viaggiare all’estero con un passaporto “lasciapassare”.

Una nota del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, pubblicata a marzo, evidenziava l’enorme mole di pratiche generate dalla mancanza di limiti alle richieste: “L’Argentina è passata dai circa 20.000 del 2023 a 30.000 riconoscimenti già l’anno successivo. Il Brasile è passato da oltre 14.000 nel 2022 a 20.000 lo scorso anno. Il Venezuela contava quasi 8.000 riconoscimenti nel 2023. Gli oriundi italiani nel mondo che potrebbero chiedere il riconoscimento della cittadinanza con la legge vigente sono potenzialmente tra i 60 e gli 80 milioni.”

La restante parte della proposta di FI è una variante dello Ius Scholae ovvero il riconoscimento automatico del titolo di cittadino a chi ha terminato dei cicili di studio in Italia. La proposta è stata avanzata in primis dal Partito democratico e prevedeva il compimento di 5 anni di scuola. Adesso FI propone di alzare la soglia a 10 anni. La cittadinanza verrebbe riconosciuta a chi ha compiuto un ciclo di almeno 10 anni nelle scuole italiane con profitto.

Sulla possibilità di votare insieme al Pd Tajani ha affermato: “Non è che noi siamo pronti a votare con loro, è il Pd che deve votare la nostra proposta. Chiunque vuole votare la nostra proposta la voti“. Il vicepresidente dle Consiglio dei ministri continua: “Crediamo che a questo milione di ragazzi che frequentano le nostre scuole debba essere data la possibilità, se lo vogliono, dopo aver studiato la storia, la geografia, la lingua, la costituzione, l’educazione civica, di poter diventare cittadini italiani. Questa proposta è molto più seria dell’attuale legge che dice dopo dieci anni puoi diventare un cittadino italiano”.

Dal Pd diversi esponenti come Delrio, Madia e Gori, hanno mostrato apertura al dialogo sul tema, più scettico Magi di +Europa che contesta i 10 anni di percorso scolastico della proposta.

Apertura anche dal capo del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte,  che ha affermato alla Camera:“Spero che non sia una chiacchiera estiva come avvenne l’anno scorso durante la calura agostana. Noi non aspettiamo altro. Il Movimento Cinque Stelle, se ci parlate di Ius scholae, è la nostra battaglia di anni su cui non abbiamo trovato la possibilità di confrontarci in parlamento in modo concreto. Quindi se davvero Fi è conseguente ci riempie il cuore. Anzi direi che la questione è così importante che potremmo anche rinunciare a un po’ di ferie. Per ritrovarci qui e farlo subito
Netta la chiusura della Lega, partito alleato di governo di FI insieme a FdI. Rossano Sasso, capogruppo della Lega in commissione Cultura, ha dichiarato che chi fa una proposta del genere non conosce le scuole italiane: “E’ una proposta tecnicamente sbagliata, irricevibile… L’integrazione non è un pezzo di carta, la cittadinanza va bene così com’é.”

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