La professoressa Paolina Bongioannini Cerlini, fisica dell’atmosfera e climatologa all’Università degli Studi di Perugia ha descritto un quadro generale del cambiamento climatico in Umbria. “L’Appennino – ha sottolineato la docente – non basta più a proteggere la regione dagli effetti del cambiamento climatico, ed è sempre più coinvolta nei cicloni che interessano il Mediterraneo”.
“Non bastano più i monti dell‘Appennino a proteggere l’Umbria dagli effetti del cambiamento climatico. La regione, sebbene lontana dal mare, è sempre più coinvolta nelle dinamiche atmosferiche che interessano l’intero bacino del Mediterraneo, incluse quelle legate ai cicloni intensi. Allo stesso tempo, le precipitazioni annuali mostrano una tendenza alla diminuzione, ma concentrate in eventi più brevi e intensi, con effetti potenzialmente dannosi”.
Questo quadro relativo alle cause dell’instabilità climatica in Umbria, è stato delineato dalla professoressa Paolina Bongioannini Cerlini, fisica dell’atmosfera e climatologa all’Università degli Studi di Perugia, intervistata dall’Ansa.
La professoressa Bongioannini Cerlini che ha perfezionato i suoi studi anche al Massachusetts institute of technology (Mit), tra le istituzioni scientifiche più prestigiose al mondo ha spiegato che l’Umbria è inevitabilmente connessa al resto del sistema climatico globale attraverso i flussi atmosferici su larga scala.
“Oggi – ha evidenziato Bongioannini Cerlini- l‘anticiclone delle Azzorre non esercita più il ruolo protettivo stabile a cui eravamo abituati. La circolazione atmosferica è più variabile e le correnti che attraversano il Mediterraneo, cariche di umidità e spesso accompagnate da polveri sahariane, generano condizioni favorevoli a fenomeni intensi, anche in aree interne come l’Umbria”.
“In queste condizioni – ha continuato la docente – l’energia disponibile nell’atmosfera è maggiore, e questo aumenta il rischio di eventi estremi, come temporali violenti e grandinate, anche in territori che in passato erano considerati più stabili dal punto di vista climatico”.

“Il cambiamento si riflette su diversi parametri – ha ricordato la climatologa – a partire dalla temperatura media dell’aria, che incide sull’intero ecosistema, compresa la produttività agricola”.
“Negli Appennini – ha precisato Paolina Bongioannini Cerlini – si osserva una riduzione della pioggia media annua, accompagnata però da un aumento dell’intensità degli episodi estremi”.
“Il lago Trasimeno, per la sua sensibilità al bilancio tra precipitazione ed evaporazione – ha concluso – rappresenta poi un valido indicatore locale degli effetti del cambiamento climatico.“


