Presentati a Milano, nel corso dell’evento “Connessioni Sostenibili”, i risultati raggiunti con le campagne Mosaico Verde, Ortofrutteto Solidale Diffuso ed EnergyPOP, promosse da Legambiente e AzzeroCO2 con il sostegno di imprese che hanno integrato la CSR nelle loro strategie aziendali.
Oltre 280 progetti realizzati, 327 ettari di territorio rigenerati, il supporto di oltre 60 aziende sostenitrici e il coinvolgimento di più di 200 soggetti tra enti locali, associazioni e cooperative.
Sono i numeri delle campagne di Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) promosse da Legambiente e AzzeroCO2 presentati i durante l’evento “Connessioni Sostenibili” tenutosi a Milano.
I progetti di CSR possono rappresentare una risposta strutturata a problematiche urgenti e complesse che interessano il Paese. Attraverso iniziative sviluppate in sinergia tra aziende, enti locali e società civile, si promuovono nuove opportunità per rigenerare i territori e migliorare il benessere delle persone.
Secondo il 10° Rapporto CSR dell’Osservatorio Socialis, l’investimento medio delle imprese ha raggiunto i 282.000 euro nel 2021, con una crescita del 17% rispetto al 2019.
Tre le campagne avviate.
- Ortofrutteto Solidale Diffuso: coltivare la biodiversità per nutrire l’inclusione
La Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso rappresenta invece un esempio di come sia possibile coniugare la promozione della biodiversità e l’inclusione sociale, creando un impatto positivo sia sul territorio sia sulle comunità. Con 50 ortofrutteti solidali realizzati e circa 3000 alberi da frutto piantati in collaborazione con 35 cooperative sociali, l’iniziativa ha portato nuova vita e opportunità in aree gestite da realtà impegnate nel sociale. Questi spazi, affidati ad associazioni e cooperative, sono stati trasformati in veri e propri laboratori di seconde possibilità, dove ambiente e persone si incontrano per generare valore condiviso.
Un’attività che si distingue per la sua capacità di andare oltre l’aspetto ambientale, offrendo opportunità di formazione e inclusione a persone in condizioni di fragilità, tra cui giovani, migranti e soggetti svantaggiati. Grazie al sostegno delle imprese che hanno investito nella creazione di nuovi orti e frutteti, le cooperative hanno potuto coinvolgere oltre 1.000 donne e uomini impegnati in agricoltura e nella trasformazione dei prodotti, in un progetto di rinascita personale e ambientale. Tra questi, i detenuti del Carcere di Sollicciano (FI) e di Taranto, i ragazzi ospitati dalla Cooperativa Capodarco a Roma e le persone accolte dalla Coop. Sociale Altereco di Cerignola che opera a fianco di individui provenienti da percorsi di giustizia riparativa, ex-detenuti e soggetti fragili.
- EnergyPOP: l’energia pulita che accende speranza e uguaglianza
In un’Italia dove oltre 2 milioni di famiglie vivono in povertà energetica (OIPE), EnergyPOP unisce la transizione energetica e la giustizia sociale, facendo del fotovoltaico uno strumento nella lotta alle disuguaglianze. La campagna mira a incrementare l’accesso all’energia pulita e solidale, sostenendo famiglie in condizioni di vulnerabilità energetica e offrendo un contributo alla decarbonizzazione del sistema energetico nazionale.
Ad oggi sono stati installati oltre 40 kW di potenza fotovoltaica su tre edifici di edilizia residenziale pubblica a Firenze, Empoli e Catania, portando energia rinnovabile a 130 nuclei familiari. Grazie al sistema di Energy Sharing, l’energia prodotta dagli impianti viene condivisa con le utenze delle famiglie che hanno difficoltà a soddisfare i propri bisogni energetici primari. Questo ha permesso di ridurre anche l’impatto ambientale, evitando l’emissione di oltre 17.000 kg di CO2 all’anno.
La scelta di EnergyPOP è chiara: intervenire su edifici di edilizia residenziale pubblica e su strutture gestite da cooperative sociali. Questa decisione nasce dalla volontà di agire direttamente nei luoghi dove l’accesso all’energia rappresenta una necessità urgente, sostenendo le comunità più vulnerabili e rispondendo ai loro bisogni quotidiani. Nei prossimi mesi verranno installati nuovi impianti di fotovoltaico sociale proseguendo l’impegno per una transizione energetica inclusiva e sostenibile. L’obiettivo è rendere l’energia pulita un diritto universale e contribuire attivamente alla riduzione delle emissioni di CO2, sostenendo la lotta al cambiamento climatico.
- Mosaico Verde, dalla terra ai fondali marini, rigeneriamo l’ambiente
Nel suo settimo anno, Mosaico Verde concretizza l’impegno di ampliare la propria visione, andando oltre la rigenerazione delle aree verdi per sostenere la tutela degli ecosistemi a rischio, inclusi quelli marini. Nata come iniziativa per la forestazione di nuove aree verdi e la tutela di quelle esistenti, con oltre 334.000 alberi piantati, più di 230 progetti realizzati e 19 regioni coinvolte, la Campagna è stata in grado di generare benefici economici e sociali complessivi per un valore di oltre 1 milione e 600 mila euro per ogni anno di vita degli impianti arborei e arbustivi messi a dimora.
Oggi Mosaico Verde approfondisce il suo legame con i territori guardando agli ecosistemi nel loro complesso, dalla terra al mare, per proteggere il patrimonio naturale del Paese. Tra le iniziative di tutela e ripristino degli ecosistemi realizzate nell’ultimo anno rientra il recupero delle reti fantasma, una minaccia silenziosa che vede ogni anno oltre 640.000 tonnellate di attrezzature da pesca perse o abbandonate in mare, trasformandosi in trappole per la fauna marina e contribuendo all’inquinamento da microplastiche. Con gli interventi pilota realizzati a Santo Stefano al Mare (IM) e Polignano a Mare (BA), sono stati recuperati oltre 5 quintali di reti e rifiuti abbandonati, restituendo nuova vita ai fondali e sensibilizzando sull’urgenza di proteggere il pianeta blu.
Un’altra iniziativa volta alla tutela degli habitat si è concentrata sulla salvaguardia dell’orso bruno marsicano, una specie endemica e la cui popolazione conta oggi circa cento esemplari. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per garantire la sua sopravvivenza, si è puntato al ripristino del suo habitat con interventi mirati, come il recupero e la manutenzione di piante da frutto autoctone essenziali per la sua alimentazione e il ripristino di aree prative.


