emirati arabi clima legge

Emirati Arabi, storica legge sul clima

Tabella dei Contenuti

Anche se parziale e non troppo ambiziosa, si tratta comunque di una novità importante nella regione del Medio Oriente: ecco perché. 

Entra in vigore una storica legge sul clima negli Emirati Arabi Uniti, uno dei Paesi maggiormente responsabili della crisi climatica essendo uno dei principali esportatori di petrolio al mondo. Nell’ambito del Medio Oriente, come sottolinea Greenpeace, si tratta di una novità assoluta. La legge, nove mesi dopo l’approvazione di un apposito decreto, è appena entrata in vigore e ha come obiettivo la riduzione degli effetti dei cambiamenti climatici. Tra le principali misure previste, l’obbligo per le aziende di misurare e ridurre le emissioni di gas serra. Ma anche lo sviluppo e l’attuazione di piani di adattamento a livello settoriale.

L’entrata in vigore della legge è stata salutata con favore da Ghiwa Nakat, direttore esecutivo di Greenpeace Middle East and North Africa: “Questo testo segna un passo coraggioso e progressivo. Istituzionalizzando strumenti come il monitoraggio delle emissioni e l’adattamento climatico, gli Emirati Arabi Uniti stanno dando un forte esempio ai Paesi della regione“. Gli Emirati Arabi, che hanno ospitato la Cop28 a Dubai nel 2023, stanno cercando di bilanciare l’ampliamento previsto nella produzione interna di idrocarburi con investimenti massicci nelle energie rinnovabili, con lo scopo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Tuttavia, l’obiettivo fissato tiene conto solo delle emissioni prodotte a livello interno, e non di quelle legate al petrolio esportato e bruciato al di fuori dei confini nazionali.

Nello specifico, il piano di riduzione delle emissioni degli Emirati Arabi Uniti, che appare parziale e poco ambizioso, prevede una riduzione delle emissioni, rispetto ai livelli del 2019, del 47% entro il 2035. Greenpeace, tuttavia, apprezza gli sforzi del Paese, che finora appaiono i più promettenti di tutto il Medio Oriente: “L’importanza della legge risiede nel fatto che formalizza l’impagno climatico attraverso una legislazione giuridicamente vincolante“. Le aziende, pubbliche e private, che operano negli Emirati Arabi Uniti, da oggi dovranno misurare regolarmente le emissioni derivanti dalle loro attività, presentare report periodici e adottare misure per ridurle. Chi non si adegua, dovrà pagare sanzioni fino a due milioni di dirham (l’equivalente di circa 480 mila euro).

Pubblicità
Articoli Correlati