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Il Ponte sullo Stretto bocciato dalla Corte dei Conti

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Le motivazioni saranno note solo entro 30 giorni, ma la decisione dei giudici contabili sul Ponte ha scatenato l’ira del governo e commenti al vetriolo delle opposizioni. L’Esecutivo però potrebbe andare comunque avanti: convocata una apposita riunione a Palazzo Chigi per studiare le prossime mosse. Molto probabile, infatti, che il governo possa certificare l’interesse pubblico superiore per bypassare la decisione della Corte dei Conti.

La delibera del Cipess, che aveva dato l’ok al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, bocciata dalla Corte dei Conti. Le motivazioni saranno rese note entro 30 giorni, ma la decisione tanto attesa dei magistrati contabili ha già suscitato polemiche e scontri non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche tra il governo e la stessa Corte dei Conti.

Per i giudici contabili, la delibera approvata dal Cipess all’inizio dello scorso agosto è illegittima. Il governo, comunque, ha intenzione di andare avanti e si è tenuta, questa mattina, una riunione straordinaria a Palazzo Chigi, a cui ha partecipato anche Pietro Ciucci, ad della società Stretto di Messina Spa. Nonostante il parere negativo della Corte dei Conti, l’Esecutivo può infatti deliberare l’interesse pubblico superiore dell’opera e bypassare il giudizio dei magistrati contabili. A quel punto, la Corte dei Conti, anche se contraria, dovrebbe apporre un ‘visto con riserva alla delibera’ con una trasmissione (periodica come accade di consueto) al Parlamento dell’atto registrato.

In attesa delle motivazioni, da alcune indiscrezioni risulta che a non convincere la Corte dei Conti siano state le coperture economiche, l’affidabilità delle stime di traffico, la conformità del progetto alle normative ambientali e antisismiche e alle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale. Tra l’altro, viste le inevitabili polemiche immediatamente successive alla decisione, la Corte dei Conti ha precisato che il giudizio della Sezione di controllo di legittimità si è espressa su profili strettamente giuridici senza emettere valutazioni sull’opportunità e sul merito del progetto: “Il rispetto della legittimità è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei conti. Le sentenze e le deliberazioni della Corte dei conti non sono certamente sottratte alla critica che, tuttavia, deve svolgersi in un contesto di rispetto per l’operato dei magistrati“.

Subito dopo la decisione della Corte dei Conti, è arrivato un duro attacco da parte di Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs: “Vince il diritto, vince la giustizia. Salvini ha tenuto in ostaggio il Paese con la sua follia, sottraendo 14 miliardi di euro allo Stato per un progetto mai validato da alcun tecnico o organismo dello Stato, un progetto vecchio di 26 anni che viola le direttive europee su ambiente e concorrenza. Salvini dovrebbe dimettersi, siamo pronti a denunciare alla Corte di Giustizia europea ogni tentativo di andare avanti con una delibera illegittima“.

Matteo Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti, ha reagito duramente alla decisione della Corte dei Conti:La casta giudiziaria, che vede il crollo del suo potere e del suo impero, ci prova con le ultime, disperate invasioni di campo. La scelta sul Ponte non è uno sgarbo alla Lega, ma un danno a tutto il Paese. La decisione appare più una scelta politica che un sereno giudizio tecnico. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori. Andiamo avanti, non ci fermeranno“. Molto critica anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “Ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del governo e del Parlamento, tutti i ministri interessati hanno fornito puntuale risposta a tutti i rilievi formulati sul piano tecnico. Per avere un’idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l’avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer“.

Giorgia Meloni, con le sue gravi affermazioni contro la Corte dei Conti, chiarisce il vero obiettivo della riforma costituzionale: non serve a migliorare la giustizia né agli italiani, ma serve al governo per avere le mani libere e mettersi al di sopra delle leggi e della Costituzione“, l’affondo della segretaria del Pd, Elly Schlein.
Il progetto del Ponte è miseramente fallito, sotterrato prima dai rilievi dela Commissione europea e adesso anche dalla Corte dei Conti. L’avevamo già denunciato, Meloni e Salvini hanno già messo le mani avanti dando la colpa ai giudici brutti e cattivi. Ma in realtà, quanti dani stanno facendo con la loro incapacità? Hanno ripresentato un vecchio progetto che prevedeva un project finance, che oggi è diventato un appalto che costa più di cinque volte la spesa originaria e volevano aggirare le norme europee sulle gare pubbliche. Per non parlare delle evidenti carenze progettuali e ambientali” – le parole di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle – “Oggi, con quest’ultima figuraccia, mettiamo la parola fine alla telenovela sul ‘carrozzone’ del Ponte da 13,5 miliardi. Al ministro Salvini non resta che assumersi le proprie responsabilità e dimettersi per aver turlupinato i cittadini italiani. E Giorgia Meloni faccia mea culpa anche lei, prenda quei soldi del Ponte, ci aggiunga il miliardo buttato nei centri deserti in Albania e li metta tutti in legge di bilancio a favore di cittadini e imprese, schiacciati dal carovita e dall’inflazione. La smettano con la ‘guerra santa’ a giudici e controllori, questa volta sono capitati male, prima della Corte dei Conti c’è stato l’alt della Commissione europea. La smettano di porsi al di sopra della legge e di continuare a sfidare giudici e controllori esibendo l’arrogante protervia del potere. Invece di cercare nemici e complotti ovunque, dovrebbero preoccuparsi dei propri limiti“.
Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia e sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, ha invece dichiarato: “Il governo andrà avanti, altro che game over come spererebbe qualche oscurantista dell’opposizione. Nelle prossime settimane ci assumeremo la responsabilità politica di superare i rilievi della Corte dei Conti, non ci spaventa. A causa di questa vicenda perderemo un po’ di tempo, ma andando avanti con determinazione eviteremo che questo Paese venga screditato di fronte a chi è pronto ad investire“.

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