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Ponte sullo Stretto, stop (temporaneo) della Corte dei Conti

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Tutto rimandato a mercoledì 29 ottobre, quando un collegio di giudici dovrà riunirsi per decidere se approvare o no la delibera del Cipess che aveva dato l’ok al progetto definitivo. Troppi i rilievi che erano stati sottolineati dalla Corte dei Conti, non solo contabili ma anche procedurali. Dopo qualche iniziale nervosismo, dal governo e dal ministro Salvini trapela ottimismo.

Per il Ponte sullo Stretto di Messina è arrivato uno stop, seppur temporaneo, della Corte dei Conti. I magistrati contabili hanno infatti rinviato l’approvazione della delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess), che aveva approvato il progetto definitivo. L’Ufficio di controllo della Corte dei Conti ha stabilito che sarà un collegio di giudici a doversi riunire, il prossimo mercoledì 29 ottobre, per decidere sul da farsi. Non proprio un fulmine a ciel sereno, considerando che la stessa Corte dei Conti aveva già espresso perplessità sulla delibera del Cipess, l’organo interministeriale presieduto da Giorgia Meloni.

L’approvazione della Corte dei Conti, che si attendeva nello scorso week-end, non è arrivata a causa di alcune lacune nelle documentazioni fornite in sede di delibera dal Cipess. In primis: è mancato un controllo preventivo dei conti grazie alla decisione del governo che ha approvato l’interesse pubblico. Non ci sono neanche i documenti che attestano che chi ha progettato il Ponte si è rivolto ad una commissione indipendente chiamata a valutare i rischi dell’opera sull’ambiente e sulla biodiversità. Ed è per questo che la Corte dei Conti ha richiesto altri pareri sui costi ambientali.

Ci sono poi delle criticità a livello procedurale oltre che economico. Mancano i bandi di gara per alcuni fornitori, una situazione possibile solo quando l’aumento dei costi dell’opera non supera il 50% del costo iniziale. Anche in questo caso, i giudici contabili hanno chiesto documenti che dimostrino il mancato superamento di quella percentuale. Il rinvio della decisione da parte della Corte dei Conti aveva suscitato reazioni diverse tra maggioranza e opposizione. Nino Germanà, senatore messinese della Lega e grande sostenitore del Ponte, aveva parlato apertamente di “ostilità senza precedenti” da parte della Corte dei Conti.

Le opposizioni, ma anche i sindaci del territorio come Giusy Caminiti, prima cittadina di Villa San Giovanni, hanno invece rilevato che la decisione dei magistrati contabili conferma quanto sostenuto da anni, e cioè che un’opera da 13,5 miliardi di euro non sarà solo costosa, ma anche dannosa per l’ambiente. Di tutt’altro avviso, invece, il promotore principale del Ponte sullo Stretto, Matteo Salvini. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha spiegato che lo stop è imputabile solo ad alcuni dettagli e cavilli, e che i suoi tecnici sono al lavoro per fornire alla Corte dei Conti tutta la documentazione per far sì che si arrivi, mercoledì prossimo, ad un ok definitivo che possa far partire i primi cantieri nel mese di novembre.

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