Crisi climatica, Roma presenta la sua strategia contro il caldo nei quartieri

Crisi climatica, Roma presenta la sua strategia contro il caldo nei quartieri

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Roma è una delle città più colpite dal riscaldamento climatico e la sua amministrazione presenta i progetti atti a contrastare l’impatto della crisi climatica sui cittadini.

Un convegno in Campidoglio ha illustrato la strategia che l’amministrazione Gualtieri intende seguire nella seconda metà del suo mandato per contrastare il caldo in città. Il giorno prima Legambiente ha presentato i risultati del suo monitoraggi di due quartieri cittadini: Garbatella e Don Bosco.  In questi quartieri il picco di temperatura massima registrata al suolo è stato paria a  53,7°C al parcheggio antistante la Regione Lazio a Garbatella e di 68°C in una pista ciclabile a Don Bosco.

Il punto di partenza sono i numeri elaborati dal Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC): il 2024 è stato l’anno più caldo dal 1991 con una temperatura media superiore di 2,5 gradi rispetto alla media degli anni 1991-2020. Risulta evidente anche “un aumento significativo del numero di giorni con forte disagio termico dovuto alla combinazione di umidità e temperature elevate.”

A preoccupare sono però le proiezioni riferite al 2050, le temperature sono destinate ad aumentare ancora, interventi tempestivi sono quindi essenziali per mitigare l’effetto potenzialmente devastante degli scenari climatici che si prospettano.

L’Amministrazione capitolina ha presentato gli obiettivi principali individuati. In primis il Campidoglio punta sulla prevenzione. Da un lato sono state avviate delle campagne di comunicazione sulle pratiche utili a fronteggiare le ondate di calore, dall’altro sono state realizzati interventi mirati per le persone più fragili come l’installazione di tende mobili e unità di strada o la possibilità di chiedere teleassistenza e telecompagnia. Anche gli ingressi gratuiti alle piscine comunali sono stati pensati per aiutare gli anziani a sopportare i periodi di caldo estremo.

L’amministrazione ha ricordato la rete di servizi offerti: “A Roma è cresciuta la diffusione di fontanelle pubbliche – sono 3278 i nasoni – e di Case dell’acqua di Acea, arrivate a 64 di cui 11 realizzate con i fondi del Giubileo. È stata creata la nuova App ACQUEA in tre lingue con la localizzazione dove trovare acqua potabile e gratuita.” Anche l’installazione di nuove pensiline alle fermate dell’autobus rientra tra questi interventi. 1,5 milioni di euro sono stati stanziati per impianti di raffrescamento in 90 asili pubblici.

Sul fronte del verde cittadino, strumento principe della lotta alle isole di calore, è partita la piantumazione di 30mila alberi grandi e 115 mila piante più giovani. Grazie ai fondi del PNRR si è data priorità ai quartieri più vulnerabili, spesso in periferia. Anche i parchi d’affaccio sul Tevere sono stati progettati per permettere ai cittadini di riconquistare spazi con importanti zone d’ombra

Il prossimo passo dell’amministrazione è la presentazione del Piano Caldo entro il 2026: “Mappare gli spazi pubblici dotati di impianti di raffrescamento per individuare le priorità di intervento, creare una rete di rifugi climatici (strutture al chiuso e parchi/giardini) per offrire aria fresca e servizi durante le ondate di calore, coinvolgere tutti gli assessorati, dipartimenti e il mondo scientifico nel lavoro, coinvolgere attori economici e sociali per trovare soluzioni attraverso una collaborazione virtuosa, rafforzare la cooperazione con altre aree urbane per replicare le buone pratiche.”

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