In questo numero del Tg Ambiente realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Le energie rinnovabili sono sempre più convenienti delle fossili; 2) In Italia l’economia del mare vale 126 miliardi; 3) Biodiversità a rischio, WWF: serve una legge sulle OECM entro il 2030; 4) Bilancio sostenibilità A2A, mezzo miliardo per il territorio bresciano
In questo numero del Tg Ambiente realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Le energie rinnovabili sono sempre più convenienti delle fossili: Le energie rinnovabili si confermano ancora una volta le più convenienti sul mercato globale. A dirlo è l’ultimo rapporto dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, IRENA. Più economiche, più sicure, più sostenibili. Le fonti rinnovabili si affermano anche nel 2024 come la scelta più vantaggiosa. Secondo il nuovo rapporto, il costo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili continua a scendere, superando ampiamente la concorrenza dei combustibili fossili. Nel 2024, l’energia solare fotovoltaica è stata in media il 41% più economica rispetto alle fonti fossili più a buon mercato. Ancora meglio l’eolico onshore, che ha fatto registrare un risparmio del 53%. In termini concreti, parliamo di 582 gigawatt di nuova capacità rinnovabile installata in un solo anno. Un investimento che ha evitato l’utilizzo di combustibili fossili per un valore stimato in 57 miliardi di dollari.
Ma non è solo una questione di costi. Le rinnovabili riducono la dipendenza energetica dai mercati internazionali e aumentano la sicurezza delle forniture. Non a caso, il 91% dei nuovi impianti rinnovabili. Non mancano però le sfide: le tensioni geopolitiche, le tariffe commerciali e le difficoltà nelle catene di approvvigionamento rischiano di rallentare la corsa. Soprattutto in Europa e Nord America, dove autorizzazioni lente e reti insufficienti fanno aumentare i costi. Al contrario, in Asia, Africa e Sud America, si registrano segnali positivi grazie al potenziale rinnovabile e a filiere in crescita. Le batterie per l’accumulo energetico hanno visto un crollo dei prezzi, raggiungendo i 192 dollari per kilowattora. Un traguardo reso possibile da innovazione, produzione su larga scala e nuove tecnologie, spesso basate su intelligenza artificiale.
2) In Italia l’economia del mare vale 126 miliardi: Con 232.841 imprese e più di un milione di occupati, l’Economia del mare in Italia genera un valore aggiunto che, se consideriamo le ricadute a cascata in altri settori, raggiunge i 216,7 miliardi di euro, l’11,3% del PIL nazionale. È questo il quadro che emerge dal XIII Rapporto dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare Ossermare, Centro Studi Tagliacarne, Informare, Camera di commercio di Frosinone e Latina e Blue Forum Italia Network. La Blue economy cresce in ogni suo aspetto. Per ogni euro speso se ne attivano 1,8 nel resto dell’economia. Crescono anche gli addetti e il peso sul valore aggiunto complessivo, rispetto a quanto rilevato dal Rapporto nel 2024. Per il ministro Adolfo Urso l’economia del mare rappresenta uno dei principali comparti su cui può poggiare l’intero sistema Paese. Nel biennio 2022-2024 le imprese del mare sono cresciute del 2%, in controtendenza con l’economia nazionale che si è attestata su un -2,4%, ha ricordato il presidente di Unioncamere Andrea Prete. Evidenziando però anche la difficoltà crescente di reperire forza lavoro qualificata sotto il profilo tecnico e delle competenze trasversali necessarie.
3) Biodiversità a rischio, WWF: serve una legge sulle OECM entro il 2030: Una tutela della biodiversità che va oltre i confini delle aree protette. È questo l’obiettivo della proposta di legge del WWF Italia, presentata alla Camera dei Deputati, che punta a riconoscere ufficialmente nel nostro ordinamento le OECM, aree non protette ma capaci di garantire la conservazione della natura. Le OECM sono uno degli strumenti indicati dalla Strategia Globale per la Biodiversità adottata nel 2022 alla COP 15, con l’obiettivo di proteggere almeno il 30% delle aree terrestri e marine entro il 2030. Si tratta di territori gestiti in modo tale da garantire nel tempo la conservazione degli ecosistemi, anche se la tutela della natura non è l’obiettivo principale. Possono includere aree forestali, marine, fluviali, costiere e persino militari. Ma il tempo stringe. Un rapporto UNEP e IUCN ha stimato che, per centrare il traguardo, entro i prossimi cinque anni sarà necessario aumentare del 12% la superficie protetta sulla terraferma e del 21% nei mari. Per il WWF, le OECM rappresentano una risposta concreta e immediata. Ma serve una legge che le riconosca ufficialmente e ne disciplini gestione e finalità. Per questo, l’auspicio, da parte del WWF, è che tutte le forze politiche la discutano, la migliorino e la approvino in tempi rapidi.
4) Bilancio sostenibilità A2A, mezzo miliardo per il territorio bresciano: Mezzo miliardo di euro distribuito al territorio; 286 milioni di investimenti; 600mila tonnellate di CO2 evitate grazie al sistema energia-ambiente e zero rifiuti in discarica; 10mila studenti coinvolti nei progetti di educazione ambientale. Sono i numeri del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia del Gruppo A2A, giunto alla sua undicesima edizione. Il documento rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo e i suoi piani di attività per i prossimi anni.


